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Blitz antidroga tra Cosenza e Roma: cinque misure cautelari e maxi sequestro di stupefacenti

Nel pomeriggio del 29 luglio 2026, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di cinque indagati. I soggetti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di trasporto e detenzione di sostanze stupefacenti, condotte finalizzate alla successiva cessione a terzi all’interno del contesto territoriale cosentino. L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Cosenza, con il supporto operativo della Squadra Mobile di Roma.

I dettagli delle misure cautelari

Il provvedimento giudiziario è stato adottato a seguito dell’espletamento degli interrogatori preventivi condotti dal G.I.P. nei confronti delle persone coinvolte.

Nello specifico, la suddivisione delle misure cautelari personali individua:

  • Quattro indagati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, con l’applicazione dei dispositivi elettronici di controllo (braccialetto elettronico).

  • Un indagato raggiunto dalla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.

La rete di approvvigionamento tra il Lazio e la Calabria

Le condotte illecite ricostruite dagli investigatori hanno permesso di delineare il modus operandi del gruppo. L’attività di trasporto e detenzione della sostanza stupefacente veniva effettuata da due soggetti laziali, i quali agivano nell’interesse di tre soggetti cosentini.

L’asse d’intesa tra le due regioni era strutturato per garantire il costante rifornimento di droga nella provincia di Cosenza. L’intervento delle forze dell’ordine ha consentito di intercettare i flussi di rifornimento e di procedere al sequestro di un notevole quantitativo di sostanza stupefacente.

Le metodologie investigative e la fase processuale

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza e condotta dalla Squadra Mobile cosentina con l’ausilio di quella romana, si è sviluppata attraverso una complessa attività di acquisizione probatoria. Gli elementi indiziari sono stati raccolti mediante:

  • Servizi sul campo di osservazione, controllo e pedinamento (OCP) con relativi riscontri.

  • Acquisizione ed esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza.

  • Attività tecniche e intercettazioni.

Il quadro indiziario raccolto si inserisce nell’ambito della fase delle indagini preliminari e necessiterà delle successive verifiche processuali nel contraddittorio con la difesa delle parti coinvolte.