I dati stilati nel recente rapporto SVIMEZ confermano il consolidamento del percorso di sviluppo economico nel Sud Italia. Per il 2026, le stime indicano una crescita del Prodotto Interno Lordo nel Mezzogiorno superiore rispetto al resto della nazione, proseguendo una tendenza già evidenziata nei periodi precedenti.
La dinamica positiva risulta guidata dagli interventi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dalla costituzione di nuove attività economiche. Nel secondo trimestre del 2026 si contano oltre 11.100 nuove imprese nella parte meridionale del Paese, un dato che rappresenta circa un terzo del totale nazionale e si riflette sull’incremento dei livelli occupazionali.
Il ruolo della ZES Unica e le misure strutturali per il Mezzogiorno
Le iniziative messe in campo dal Governo a sostegno di questo trend prevedono incentivi dedicati al tessuto imprenditoriale, investimenti rivolti alle infrastrutture materiali e digitali, procedure di semplificazione amministrativa e agevolazioni per l’impiego, insieme a interventi sulla detassazione della contrattazione. L’obiettivo dichiarato risiede nel rafforzamento delle strutture economiche locali per garantire stabilità anche al termine del ciclo del PNRR.
Un elemento centrale della pianificazione economica per il Meridione è rappresentato dalla ZES Unica, strumento che registra un incremento sia nelle Autorizzazioni Uniche rilasciate sia nelle richieste di accesso al credito d’imposta rispetto agli anni passati. La struttura procedurale legata alla ZES viene valutata come possibile riferimento per l’intero territorio nazionale nell’ottica dello snellimento burocratico.
“I dati del rapporto SVIMEZ pubblicato oggi confermano il consolidamento del percorso di crescita del Mezzogiorno, che nelle stime per il 2026 registra, in continuità con gli anni precedenti, una crescita del PIL superiore a quella del resto del Paese”, evidenzia il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra.
“Nessun allarmismo, quindi, per la fine del PNRR, il Governo ha tutti gli strumenti per rafforzare la traiettoria già avviata con l’obiettivo di migliorare ulteriormente le prospettive di crescita economica e occupazione nel Sud”, conclude Sbarra.



