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Cerisano, Se la musica va oltre i confini del sogno …

Di Pierfrancesco Greco 

Più che suonare, ieri, sembrava volare: a Cerisano, a Palazzo Sersale, nel Cortile del Pozzo, in quella che fu la corte ducale, nella serata conclusiva del XXXII Festival delle Serre, Raphael Gualazzi fa del piano un dirigibile che porta i sensi oltre i confini del sublime … Dopo il saluto introduttivo del Sindaco Lucio Di Gioia e del promoter Sergio Gimigliano, arriva lui, Raphael, con i suoi musicisti, Anders Ulrich, al contrabasso, e Gianluca Nanni, alla batteria. Si comincia:

voce e note si fondono in un tripudio di generi, dal jazz a incursioni country, passando dalle parti della lirica rivisitata in salsa swing e soul … Il Verdi così proposto fa effetto, come tutto in questo concerto, ove classe e musica s’intrecciano senza soluzione di continuità … Le corde vibrano, la sezione ritmica fa vibrare il resto … È un attimo sospeso, oltre la stratosfera del sensibile … Il mondo è fuori, non può disturbare l’attimo … Ecco, le mani diventano un tutt’uno con i tasti, viene in mente “La leggenda del pianista sull’oceano”, le corde ora prendono fuoco … In effetti lo fanno: nella frescura danno calore all’ascolto … Il groove si espande, ti avvolge … Ora ci si rilassa, la notte è la compagna ideale di questo stato d’animo, mentre Raphael dona forma a una “Imagine” valicante i confini del sogno …È un alternarsi continuo di palpiti … È un prodigio, un incantesimo, che ancora continua … Il concerto volge verso il termine, proprio come in un film, sembra sfumare … Qualcuno accende le luci sulla platea … Vengono tosto spente … Gualazzi nuovamente esce: è tempo dei bis … È tempo di un piano solo che regala al pubblico, traboccante tra le pietre e le arcate, il sospiro delle “Vacanze Romane” dei Matia Bazar, declinate secondo lo stile personalissimo con cui Raphael riesce a plasmare la letteratura musicale, di ieri e di oggi … Ecco un altro brano, con un’elegante citazione scat che omaggia Cab Calloway … È magia, sì … È prodigio, che non termina, verso mezzanotte, con l’ovazione finale … Continua a volare … E non ti lascia più …