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“Punto e a capo” alla Camera dei Deputati: il fumetto animato per l’educazione alla legalità

Nella Sala della Camera dei Deputati è stato presentato il progetto “Punto e a Capo-Rimodula animata per l’educazione alla legalità e la giustizia riparativa”. L’iniziativa ha dato voce ai giovani della giustizia minorile attraverso la realizzazione di un fumetto animato concepito per raccontare paure, fragilità, assenza di affetti, ma anche il desiderio di ascolto e la volontà di figurarsi un avvenire differente.

All’incontro, moderato dal giornalista Francesco Verderami, hanno preso parte Paola Santelli, presidente dell’Associazione Jole Santelli, il Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, la Presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania, Luca Passafaro, Fumettista e Direttore del laboratorio di creatività, e Gianpaolo Calabrese, Direttore della Calabria Film Commission.

Gli interventi e la visione del progetto

Il percorso ha visto la collaborazione dei ragazzi della Comunità ministeriale di Catanzaro, diventati autori sotto la guida del fumettista Luca Passafaro. Tra i personaggi nati dalla loro fantasia figurano Ryan il Cavallo, Stellina, Stellino e la Scarpa Rocky, protagonisti pensati per dare espressione agli stati d’animo dei giovani detenuti.

Paola Santelli ha illustrato il valore simbolico dell’iniziativa legata al disegno:

«Con “Punto e a Capo” abbiamo voluto dare voce ai ragazzi della giustizia minorile, scegliendo di realizzare un fumetto animato con un’impronta il più possibile reale e autentica, capace di raccontare ciò che provano: le loro paure, le fragilità, la mancanza degli affetti, ma anche la voglia di essere ascoltati e di immaginare un futuro diverso. Abbiamo scelto una matita e un foglio bianco per dare ai ragazzi uno strumento con cui raccontarsi. La matita è diventata una voce attraverso cui esprimere emozioni, paure, fragilità e desideri. Il foglio bianco, invece, è stato uno spazio libero dal giudizio, nel quale potersi esprimere senza essere definiti soltanto dal reato commesso. È la possibilità di raccontare chi si è, ma anche di immaginare chi si può diventare. È questo il significato di “Punto e a Capo”: il punto è ciò che è stato, “a capo” è la possibilità di aprire una nuova pagina e scrivere il proprio futuro».

Il valore educativo e la giustizia riparativa

L’aspetto educativo e il messaggio di riscatto sociale sono stati sottolineati dal sottosegretario Wanda Ferro:

«”Punto e a capo” dimostra che la legalità si costruisce anche offrendo ai ragazzi possibilità concrete di cambiamento. Il fumetto animato realizzato dai giovani della Comunità ministeriale di Catanzaro non è soltanto un risultato artistico, ma un percorso di responsabilità, crescita e riscatto e, insieme, un messaggio rivolto ai loro coetanei: cambiare strada è possibile. Una seconda opportunità non cancella gli errori, ma aiuta un giovane a comprenderli, ad assumersene la responsabilità e a scrivere una pagina diversa della propria vita. Ogni ragazzo sottratto alla violenza e alla sopraffazione è una vittoria per lo Stato e per l’intera comunità».

La Presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo ha rimarcato l’importanza dell’autodeterminazione, precisando che le origini o il cognome portato non determinano il percorso individuale, quanto piuttosto la scelta di chi si vuole essere e come si intende ricominciare.

Sull’impatto del linguaggio visivo si è espresso il fumettista Luca Passafaro:

«A volte un disegno, un cartone o uno scarabocchio riescono a esprimere ciò che le parole non dicono».

A margine dell’evento, Maria Alessandra Ruberto della Direzione giustizia minorile riparativa ha rilevato come l’iniziativa abbia sancito il principio cardine del diritto minorile, trasformando il progetto in un simbolo di rinascita nato dalla consapevolezza dei propri sbagli e dalla volontà di vivere nella legalità.