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Report Eurostat: in Calabria lavora solo il 50,3% della popolazione, quasi un residente su due a rischio povertà

L’ultimo annuario statistico regionale di Eurostat fotografa una realtà complessa per la Calabria, confermandola tra le aree territoriali più fragili dell’intera Unione europea. L’analisi dei dati relativi a lavoro, condizioni sociali e innovazione evidenzia un posizionamento costante nei gradini più bassi delle classifiche continentali.

Nel 2025, in circa un quarto delle regioni dell’Unione europea il tasso di occupazione è risultato inferiore alla soglia del 74%. In Italia le regioni al di sotto di tale livello sono 11, con la Calabria che registra il dato più basso a livello nazionale: appena il 50,3% della popolazione lavora. Questo valore si colloca al di sotto di quelli di Campania (50,8%) e Sicilia (51,4%), inserendo la regione tra i territori con i tassi di occupazione minori di tutta l’Ue.

Povertà ed esclusione sociale: la regione al secondo posto in Europa

Sul fronte del disagio sociale, l’Unione europea conta 92,7 milioni di persone a rischio di povertà o esclusione sociale, pari al 20,9% della popolazione complessiva. La Calabria si posiziona al secondo posto assoluto su scala europea, preceduta soltanto dalla regione ultraperiferica della Guyana francese (54,8%): il 45,35% degli abitanti si trova ad affrontare il rischio di povertà o emarginazione. La graduatoria dei dieci territori più critici comprende anche la Sicilia al terzo posto, con il 44%, e la Campania al sesto, con il 41,2%.

Il quadro economico sottolinea inoltre l’assenza della regione dalle mappe dell’occupazione nel settore manifatturiero ad alta tecnologia e un ritardo nei servizi ad alta intensità di conoscenza, quali informatica, finanza, consulenza e servizi legali, comparti in cui si registra il predominio della Lombardia.

Il divario digitale tra uso della rete e competenze

Nonostante la transizione digitale rappresenti uno dei pilastri della programmazione del Pnrr, la distanza tra il territorio calabrese e le medie europee rimane marcata negli indicatori sull’uso quotidiano delle tecnologie.

A fronte di una media europea in cui il 67,3% delle persone utilizza i social network, la Calabria figura all’ultimo posto in Europa con il 45,5%, posizionandosi appena prima di tre regioni della Germania orientale. Per quanto riguarda l’accesso ai servizi bancari online, la media dell’Ue si attesta al 69,7%, mentre la cifra calabrese si ferma al 17,8%, condividendo l’ultimo posto europeo con Campania, Basilicata, Puglia, Molise, Sicilia e con diverse aree di Bulgaria e Romania.

Il ricorso ai servizi digitali e le interazioni online dei cittadini con la Pubblica Amministrazione si fermano al 12,9% in Calabria, contro il 57,7% della media continentale. Infine, nell’area del Sud e delle Isole il livello delle competenze digitali registrato è pari al 18,6%, a fronte del 60,4% rilevato in ambito europeo.