Dalle strade e dai presidi della provincia calabrese fino al cuore istituzionale della Capitale. Gli agricoltori e gli autotrasportatori sono scesi in piazza a Roma, portando sotto le finestre di Montecitorio una mobilitazione infuocata che intreccia l’esplosione dei costi del carburante, i rincari di produzione e il progressivo soffocamento economico di due pilastri vitali del Paese. Un disagio profondo – ben documentato dalle immagini di Local Team – che travalica i singoli settori per impattare direttamente sul carrello della spesa, sulla tenuta delle aziende territoriali e sulla sopravvivenza stessa delle famiglie.
Il concentramento iniziale a piazza Capranica ha fatto da apripista al corteo verso la Camera dei Deputati. Tra la moltitudine di manifestanti giunti da diverse regioni, la rappresentanza calabrese si è distinta per carica ed esasperazione, decisa a pretendere risposte immediate da parte del Governo.
Tensione a Montecitorio e strappo con i sindacati
Il cuore della vertenza riguarda le tariffe ormai insostenibili del gasolio, una voce di spesa che sta prosciugando i margini operativi di chi lavora nei campi e sulla strada, azzerando i profitti soprattutto delle piccole realtà a conduzione familiare. “Senza agricoltori non si mangia” è lo striscione simbolo che riassume la rabbia della piazza: un richiamo perentorio al valore di chi produce il cibo e ne garantisce la distribuzione lungo la filiera.
La manifestazione, promossa dal Movimento Popolare Nazionale guidato dall’avvocato e imprenditore calabrese Giancarlo Greco, ha raccolto l’adesione massiccia di decine di lavoratori autoconvocati, ormai apertamente in rotta con le sigle di categoria tradizionali. Emblematica la scelta dell’autotrasportatore catanzarese Enzo Laudari, che ha formalizzato le proprie dimissioni da Fedralog Calabria pur di unirsi a questa protesta spontanea.
La tensione accumulate nel presidio è esplosa all’arrivo di alcuni esponenti politici. A farne le spese è stato, tra gli altri, il senatore calabrese del PD Nicola Irto: il suo tentativo di avvicinarsi ai manifestanti è stato fermato da un cordone di protesta tra urla e contestazioni, con alcuni presenti costretti a trattenere uno dei manifestanti più agitati per evitare il contatto fisico. Un momento di forte concitazione che segnala il rifiuto della piazza verso qualsiasi passerella istituzionale.
La disperazione ha spinto persino un uomo a tentare di scavalcare le transenne all’ingresso della Camera prima di essere bloccato dalla folla stessa, mentre volti simbolo della mobilitazione calabrese, come Pasquale Zangari, hanno espresso la profonda amarezza per una crisi che sta distruggendo stabilità economica e tessuti familiari.
Il vertice al Ministero: pressione su Salvini e sull’Esecutivo
La giornata di passione romana incrocia ora un delicato snodo istituzionale. Nel pomeriggio è stato infatti convocato presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Porta Pia un tavolo di vertice con i rappresentanti del settore, esteso ai delegati di Palazzo Chigi, del Ministero dell’Economia e del Made in Italy.
Il ministro Matteo Salvini e l’intero Governo Meloni si trovano così chiamati a rispondere a un malessere che i recenti provvedimenti non sono riusciti ad arginare. Le delegazioni in piazza chiedono tempi certi, aiuti strutturali sul costo del carburante e garanzie reali, avvertendo che, in assenza di risposte concrete, la protesta è pronta a proseguire ad oltranza.



