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Maxi blitz della Dda nella Sibaritide, 41 misure cautelari: arrestato anche il sindaco Stasi

Un’articolata operazione della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha portato all’esecuzione di 41 provvedimenti cautelari nei confronti di soggetti ritenuti legati alle organizzazioni mafiose operanti nella Sibaritide.

I carabinieri hanno dato attuazione all’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del capoluogo calabrese, formulata su richiesta dei magistrati della Dda guidata dal procuratore Salvatore Curcio. La misura giudiziaria ha stabilito la custodia cautelare in carcere per 24 persone, mentre per altre 17 sono stati disposti gli arresti domiciliari.

L’impatto sulle istituzioni locali e i soggetti coinvolti

L’attività investigativa ha passato in rassegna le dinamiche criminali nei territori di Cassano allo Ionio, Sibari e Corigliano Rossano. Gli sviluppi dell’inchiesta hanno toccato direttamente le istituzioni del comune di Corigliano Rossano. Tra i destinatari della misura degli arresti domiciliari figura infatti il sindaco Flavio Stasi, esponente del centrosinistra attualmente al suo secondo mandato amministrativo. La medesima misura cautelare ai domiciliari è stata applicata nei confronti di Pietro Lucisano, consigliere comunale di opposizione nello stesso municipio.

Le figure chiave dell’indagine e il quadro procedurale

Nell’elenco delle persone raggiunte dalle decisioni della magistratura compare anche il nome di Damiano Pepe, indicato dagli inquirenti come elemento di rilievo della criminalità organizzata locale. L’uomo si trova attualmente ricoverato presso l’ospedale di Cosenza a seguito delle ferite riportate in un recente agguato, episodio nel quale ha perso la vita la compagna Silvana Sibarelli, anch’essa figura inserita nel registro degli indagati. L’intero procedimento versa nella fase delle indagini preliminari, arco temporale nel quale le responsabilità personali dovranno trovare verifica nel successivo confronto tra accusa e difesa. Per tutti i soggetti coinvolti rimane valido il principio della presunzione di innocenza fino all’eventuale definizione della responsabilità con sentenza irrevocabile.