Si chiama «pitta ’mpigliata» in Sila, «pitta ’nchiusa» lungo la costa ionica. È un dolce tipico calabrese, legato all’inverno e alla tradizionale strina o zugghi di Natale, canto di augurio e questua ancora vivo.
La «pitta ’mpigliata» ha ora un’associazione che si prefigge di tutelarlo, valorizzarlo e promuoverlo.
L’Associazione formata da cittadini, associazioni, fondazioni, enti, operatori economici produttori, commercianti, nonché da agricoltori e aziende agricole produttrici di materie prime, si propone di promuovere tutte le iniziative atte a valorizzare la pitta‘mpigliata, la sua qualità ed il suo territorio, organizzando eventi e azioni utili a promuovere l’acquisto della pitta‘mpigliata sul mercato nazionale e internazionale.
Inoltre intende promuovere e realizzare direttamente e in collaborazione con altri organismi iniziative volte allo studio, documentazione e conoscenza del patrimonio culturale della zona di produzione della pitta impigliata con particolare riguardo alla testimonianza della sua tradizione agricola e rurale al fine di salvaguardare e valorizzare anche le produzioni locali e l’intera filiera degli ingredienti.
È una preparazione elaborata, in cui noci, frutta secca, miele, cannella e agrumi sono gli ingredienti chiave. E sebbene possa sembrare laborioso, il risultato finale – nitido, fragrante e inebriante – è un vero spettacolo e vale davvero la pena.



