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Cosenza, il Consiglio comunale approva Piano di riequilibrio finanziario pluriennale

Il Consiglio comunale, presieduto da Giuseppe Mazzuca, ha approvato con 18 voti a favore e 7 astenuti, il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale ex art. 243 bis del Testo Unico degli Enti locali 267 del 2000.

La seduta di oggi, tenutasi nuovamente nella sala delle adunanze del Consiglio provinciale di Piazza 15 Marzo, per l’attuale indisponibilità della sala consiliare di Palazzo dei Bruzi, interessata, come è noto, da lavori di riparazione strutturale, ha fatto registrare il ritorno nell’aula consiliare dell’Assessore Francesco De Cicco per effetto della cessazione ex lege della sospensione dalla carica.

Con suo decreto il Sindaco Franz Caruso ha, proprio oggi, riattribuito a Francesco De Cicco le deleghe assessorili alla Polizia Municipale e alla Manutenzione. Del decreto del Sindaco è stata data comunicazione al Consiglio comunale nella seduta odierna. L’Assessore De Cicco è stato accolto con manifestazioni d’affetto dal Sindaco e dai colleghi di giunta e da  tutta l’aula del Consiglio.

Prima della relazione dell’Assessore al bilancio Francesco Giordano che ha relazionato sul piano finanziario pluriennale, il Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca ha chiesto all’aula di osservare un minuto di raccoglimento per la scomparsa, avvenuta nei giorni scorsi, di Elio Corrente, già assessore e consigliere comunale di Palazzo dei Bruzi.

La relazione dell’Assessore al bilancio

“Andiamo ad affrontare una questione delicata, complessa e articolata – ha detto in apertura del suo intervento l’Assessore Giordano. Una situazione attentamente analizzata e sottoposta a valutazione, in ogni singolo aspetto quasi per due anni e mezzo”. Una situazione ben nota all’Assessore Giordano per averla acquisita in termini informativi durante la sua permanenza, prima ancora di essere nominato assessore, all’interno dell’Osl come commissario straordinario al dissesto.

“Le problematiche finanziarie del Comune – ha detto Giordano -avevano spinto la vecchia Amministrazione ad aderire ad un altro Piano di riequilibrio, l’ultimo in ordine di tempo e che precede  quello che oggi andiamo ad approvare. Un Piano di riequilibrio, quello precedente, che sostanzialmente presentava problematiche simili a quelle che andiamo ad affrontare adesso.

Le vecchia procedura di riequilibrio scontava  un carico di residui parecchio elevati soprattutto sul lato entrate, che erano stati atti oggetto nel 2015 di un accertamento straordinario e che, per la difficoltà a riscuoterli, avevano determinato tutta una serie di problemi prodromici al dissesto.

Si tentò la strada del riequilibrio ma non si riuscì nell’intento, per una serie di problematiche che sono sempre dietro l’angolo. A seguito dell’attività di monitoraggio, il Comune fu poi costretto, nel 2019, a dichiarare il dissesto”.

L’Assessore Giordano si è poi soffermato su quanto venne fatto notare dalla Corte dei conti nella procedura che poi portò al dissesto, mettendo in evidenza una analogia con la situazione che si sta vivendo oggi. Le criticità rilevate nei confronti dell’allora Amministrazione comunale furono una bassa capacità di realizzo delle entrate di competenza ed in conto residui, un mancato incremento dei proventi tributari, il mancato recupero dell’evasione fiscale, il mancato realizzo di entrate per vendita di immobili, l’accumulo di debiti fuori bilancio, il mancato contenimento della spesa corrente, la grave situazione della società di trasporto pubblico locale Amaco Spa.

“Se ci soffermiamo a riflettere su queste voci – ha aggiunto l’Assessore al bilancio – capiamo che  non è cambiato tanto da quando è stato dichiarato il primo riequilibrio. Oggi ci troviamo sostanzialmente nelle stesse condizioni, ma che ritengo superabili  per un motivo molto semplice: il Comune di Cosenza ha dei margini di recuperabilità dei propri equilibri molto elevati. Se si vanno ad analizzare 8 parametri (del 2020 e del 2021) ci rendiamo conto che quelli che definiscono l’Ente strutturalmente deficitario sono 3 e tutti e tre fanno riferimento esclusivamente alla capacità minima dell’Ente  di riscuotere le proprie entrate”.

A quest’ultimo proposito l’Assessore Giordano ha sottolineato che “la situazione consolidata nel comune di Cosenza registra percentuali di riscossione, sia in conto competenza che in conto residui, che non sono da città moderna e questo genera un circolo vizioso che non consente al Comune di garantire una qualità elevata dei servizi. Se apparteniamo ad una comunità, per senso civico e buon senso dobbiamo, comunque, anche in presenza di situazioni del genere, collaborare alle spese che quella comunità deve sostenere per se stessa e per tutti coloro che ne fanno parte. Dire che il Comune di Cosenza riscuote in conto residui soltanto il 9 % delle entrate che riporta, è assolutamente insostenibile.

Se da un lato questo dato risulta enormemente preoccupante e avvilente, dall’altro è quello che oggi ci permette di dire che il piano di riequilibrio del Comune di Cosenza ha delle concrete possibilità di riuscire a svincolare quelle  risorse che saranno in grado di coprire questa enorme massa passiva che oggi dobbiamo andare ad approvare. Eravamo partiti da un disavanzo accertato, a rendiconto 2021, di poco più di 23 milioni di euro per il quale avevamo dovuto optare per il ricorso al riequilibrio perché non eravamo in grado di ripianarlo nell’arco temporale del triennio.

Il piano di riequilibrio ci dava 10 anni di tempo per rientrare. Ad aggravare la condizione di disavanzo dell’Ente è stata la manovra di bilancio del 2023 che contiene in sé una  decisione incomprensibile. Sto parlando – ha detto Giordano – della modifica che la legge di bilancio ha apportato all’articolo 255 comma 10 del Tuel e con la quale ha stabilito che il rimborso dell’anticipazione di liquidità che i comuni hanno contratto nel lontano 2013 fino a tutto il 2015, e parliamo di un importo che per il Comune di Cosenza si dovrebbe aggirare intorno a 140 milioni, non è più di competenza della commissione straordinaria di liquidazione, ma torna ad essere di competenza dell’Ente in bonis.

Non capisco la volontà del legislatore di non tenere conto che l’attribuzione della competenza del rimborso all’Ente non poteva portare con sé l’applicazione della norma che si applica agli enti che non sono in dissesto. Ci hanno imposto di riesporre a rendiconto il fondo anticipazione di liquidità. La questione è che fare una cosa del genere ad un Comune in dissesto senza trasferirgli anche i residui attivi la cui riscossione avrebbe dato la possibilità di dare copertura al FAL  ha comportato in automatico la registrazione di un disavanzo aggiuntivo esattamente di 95 milioni, cioè dell’importo del Fal.

Il disavanzo iniziale di 23 milioni è stato, dunque, aumentato di ulteriori 95 milioni. A questi due elementi passivi si sono aggiunti poco più di 2 milioni di debiti fuori bilancio, un accantonamento ulteriore per passività potenziali di 180 mila euro, 728 mila euro di fondo contenzioso e un disavanzo presunto, a rendiconto 2022, di ulteriori  23 milioni. E poi l’altra posta con la quale abbiamo dovuto stanziare tra le nostre passività ulteriori 2 milioni 800 mila euro che è il monte complessivo di perdite Amaco al 31 dicembre 2021 e nel corso del 2022.

A tutte queste passività, che hanno portato il monte complessivo di disavanzo da 23 milioni a 148 milioni in prima battuta, contribuisce il disavanzo presunto, che abbiamo dovuto dichiarare per il 2022, di 23 milioni. Un ulteriore regalo che deriva dalla modifica all’articolo 255 del Tuel. Alla fine abbiamo dovuto dichiarare di dover far fronte ad una massa passiva non più di 23 milioni che era il disavanzo del 2021, ma siamo arrivati a 148 milioni ai quali bisogna aggiungere anche il mutuo che la commissione straordinaria di liquidazione ci ha chiesto nell’ottica del piano di riequilibrio, di 72 milioni. Dobbiamo far fronte ad una massa passiva di 219 milioni che apparentemente sarebbe insostenibile per ogni comune.

Abbiamo fatto una serie di valutazioni con tutti i settori, ma anche con una società che ci ha dato una mano nella stesura del piano per capire se questo è un disavanzo reale o virtuale, cioè tecnico, e siamo arrivati alla conclusione che si tratta di un disavanzo fondamentalmente tecnico. L’indebitamento reale non era così enorme. Dei 219 milioni, indebitamento vero ne abbiamo ben poco e molto contenuto, non da rendere impossibile le operazioni di riequilibrio.

Ci sarà – ci siamo chiesti – una posta tecnica che può darci una mano d’aiuto nel recuperare questo gap? La risposta è nella capacità di riscossione  che blocca in maniera inaudita la contabilità dell’Ente. Il fondo crediti di dubbia esigibilità del Comune di Cosenza è di 62 milioni di euro. Abbiamo ipotizzato, a bocce ferme, con una capacità di riscossione che dovesse rimanere invariata rispetto all’attualità, che questo fondo di crediti di dubbia esigibilità salirebbe in vent’anni da 62 milioni a 400 milioni e ho chiesto alla società di fare una proiezione di quello che sarebbe accaduto se la nostra capacità di riscossione salisse gradualmente a quella di un Paese che sopravvive. A partire dal 2028 dovremmo riuscire a riscuotere, tra conto competenze e conto residui, il 45%.

Basterebbe questa operazione per recuperare 167 milioni tutti computati tra le risorse tecniche che andrebbero utilizzate per garantire la corretta copertura di buona parte della massa passiva nell’arco di 20 anni”. La terapia d’urto indicata dall’Assessore Giordano presuppone tutta una serie di azioni che il titolare della delega al bilancio ha elencato sommariamente, con benefici che si potranno cominciare a vedere a partire dal 2025. Ma la riscuotibilità delle entrate resta la condicio sine qua non.