La Leucolea è un’antica varietà di olivo unica al mondo la cui particolarità sta principalmente nel colore bianco delle sue olive.
Da qualche tempo riscoperta anche in Calabria, questa è una varietà che si sta lentamente reintroducendo per capire i suoi effetti salutari. Dal punto di vista organolettico infatti quest’olio non è molto pregiato, la sua qualità inferiore rispetto a quello classico è dovuta principalmente all’aspetto molto chiaro e al pochissimo sapore conferitogli dall’oliva bianca che anche se messa in salamoia o sotto sale risulta essere sempre senza gusto.
L’olio di Leucolea trovava invece, fin dalle sue radici, un impiego importante proprio per il colore molto chiaro nelle funzioni religiose, nella unzione dei prescelti alle alte cariche imperiali bizantine, come olio cerimoniale per l’incoronazione degli imperatori e come combustibile nelle lampade ad olio in quando bruciando produce poco fumo.
La pianta, che ai tempi della Magna Grecia era diffusa in tutta la Calabria, soprattutto nei pressi del monasteri basiliani, veniva chiamata “leucolea”, che significa appunto bianca oliva, per la caratteristica delle sue drupe che restano di colore bianco anche quando raggiungono la piena maturazione.
Da tali olive si ottiene un olio chiarissimo, che in passato era chiamato “olio del Crisma”, utilizzato per ungere i designati alle alte cariche imperiali bizantine, nelle cerimonie per l’incoronazione degli imperatori, e soprattutto come olio sacro nelle funzioni religiose quali: battesimo, cresima, unzione dei malati, ordinazione dei sacerdoti e vescovi; tale olio veniva inoltre utilizzato per alimentare le lampade nei luoghi sacri perché bruciando produce poco fumo.
Per tale ragione i monaci coltivavano con impegno e cura la rara leucolea, nei pressi dei Monasteri. E’ risaputo che, con il diffondersi del monachesimo basiliano nel mezzogiorno d’Italia, tra il VII secolo d. C. e X secolo, la coltivazione dell’ulivo abbia ricevuto un notevole impulso”.
Questa antica varietà è stata riprodotta a Rossano. Già nel 2016 la COLDIRETTI di Rossano ha avviato l’attività di raccolta per destinarle alla produzione di olio da impiegare nelle funzioni religiose (visto che la combustione non produce fumi). Ma al momento non c’è attività di vendita perché si conservano solo poche piante che, tra l’altro, sono utilizzate per alcune ricerche scientifiche.



