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Partita di pallone tra detenuti e figli, l’iniziativa nella Casa di Reclusione di Rossano

Si è svolta presso il campo sportivo della Casa di Reclusione di Rossano la manifestazione che ha visto coinvolti detenuti appartenenti al circuito di Media Sicurezza, impegnati a disputare una partita di pallone con i propri figli.

La Direzione dell’Istituto ha infatti inteso aderire all’iniziativa che si inserisce nella campagna Europea di sensibilizzazione “Non un mio crimine ma una mia condanna”, in Italia “Carceri aperte”, nell’ambito della quale si è svolta “La partita con mamma e papà”, promossa dall’associazione “Bambini senza sbarre – onlus”.

La campagna vuole sensibilizzare sul tema dell’inclusione sociale e delle pari opportunità per tutti i bambini e ha l’obiettivo di portare in primo piano il tema dei pregiudizi di cui spesso sono vittime i bambini che hanno il papà o la mamma in carcere.

La partita di calcio tra genitori detenuti e figli è stata disputata alla presenza dei componenti del nucleo familiare, dando la possibilità a tutti i soggetti coinvolti di condividere un momento di socialità utile a mantenere e rinforzare il legame genitoriale.

L’evento ha visto la partecipazione della deputata Elisa Scutellà, che ha espresso sensibilità e interesse verso l’iniziativa e più in generale verso il tema dei diritti dei detenuti e delle loro famiglie.

Presente all’evento la dott.ssa Carmela Rosato dell’Associazione Bambini senza sbarre onlus, impegnata nella tutela dei diritti dei bambini, in particolare dei figli di persone detenute. Tra le numerose attività dell’Associazione vi è, infatti, il sostegno psicopedagogico ai genitori detenuti e ai figli, colpiti dall’esperienza di detenzione di uno o entrambi i genitori.

Ad animare la partita è intervenuta l’Associazione Alma, impegnata nella clownterapia, che ha partecipato organizzando giochi e intrattenimenti, offrendo il proprio contributo per regalare ai bambini e alle famiglie partecipanti dei momenti di allegria e di serenità. Le attività dell’Associazione sono basate sulla cosiddetta “Filosofia del Clown”, ossia sulla riscoperta del bambino interiore, nella convinzione che la terapia del sorriso possa migliorare la vita di adulti e bambini e riaccendere la speranza.