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La Calabria è sempre più vecchia: pericolo per le pensioni

La nostra regione continua a invecchiare, senza un opportuno ricambio generazionale, con flussi di emigrazione sempre più importanti e notizie non ottimistiche dal fronte natalità. È questa la situazione della Calabria, dove il trend demografico comune a tutta Italia si fa sentire in maniera più forte. Nella nostra regione, infatti, oltre il 35% della popolazione supera i 54 anni, una statistica che pesa e non poco sul futuro economico e sociale della popolazione, mettendo però a rischio anche le pensioni di oggi.

Il Segreatario Generale della UIL, Carmelo Barbagallo lancia infatti l’allarme: “è necessario agire affinché il taglio del cuneo fiscale riguardi anche le pensioni, che sono le più tassate d’Europa. Per restituire potere d’acquisto ai pensionati, è necessario inoltre adottare un meccanismo più equo di rivalutazione”. Ma mentre la politica tarda a dare risposte, sempre più cittadini stanno cercando strategie e strade alternative per mettere in sicurezza il proprio domani e garantire al proprio nucleo famigliare un tenore di vita adeguato ai prezzi in costante aumento. È a queste domande che cerca di rispondere la soluzione della pensione integrativa, una forma di investimento che consente di andare a sostenere l’assegno mensile erogato dall’INPS, che rischia di essere particolarmente basso quando il lavoratore arriverà all’età pensionabile. Il funzionamento della pensione integrativa è semplice, dal momento che si basa su versamenti periodici e regolari, ed è articolato in diversi piani, a seconda dell’età del sottoscrittore.

Un primo passo, insomma, per risolvere la questione annosa delle pensioni. Un tema che deve essere affrontato allargando la visuale anche alla situazione occupazionale. “Se non si riprende l’occupazione giovanile – ha continuato ancora Barbagallo – se non si riducono le distanze tra il Sud e il Nord, se non si evita di far fuggire i giovani all’estero, questo Paese, questa regione, sono a rischio di estinzione”. Sostegno all’occupazione, sostegno alla natalità, incentivi per la previdenza alternativa e complementare. Sono queste le strade da seguire per provare ad arginare il problema pensioni. Un problema che al sud è ancora più forte: sono sempre di più le regioni del meridione d’Italia in cui i pensionati superano di gran lunga i lavoratori. È così nel 37% delle province, a Reggio Calabria i cittadini attivi sono 67 ogni 100 abitanti, a Messina il rapporto è invece di 72 a 100, a Foggia 88, a Napoli 96. Numeri che la dicono lunga sulle disparità che ancora oggi percorrono il nostro stivale.