La Domenica di Pasqua in Calabria è un’esplosione di felicità, un sentimento che pervade l’intera regione. Questo giorno segna la fine della penitenza e l’inizio della celebrazione della risurrezione di Cristo.
La vita trionfa sulla morte, una madre ritrova il figlio che credeva perduto, e la speranza diventa realtà. Questi valori si ritrovano nell’Affruntata, il rito più diffuso in Calabria durante la Domenica di Pasqua.
L’Affruntata, con le sue varianti lessicali territoriali, è una rappresentazione scenica più popolare che religiosa. Nonostante non si trovi traccia di questo incontro tra San Giovanni Apostolo, Maria e Gesù nei testi ufficiali, è il sentire popolare che prevale. I tre protagonisti acquisiscono una sacralità assoluta, trasmessa per secoli da generazioni a generazioni.
Si ritiene che l’Affruntata, diffusa anche in altre parti dell’Italia Meridionale ed insulare, risalga al 1600 e sia legata alla tradizione iberica della Semana Santa. La ritualità è rimasta immutata in diverse aree della Calabria, in particolare nel Vibonese, nella parte meridionale del Catanzarese ed in alcuni comuni della provincia di Reggio Calabria.
Circa 70 Comuni calabresi celebrano l’Affruntata, che prende diversi nomi come Cunfrunta, Cunfruntata, Cumprunta, Cumprunti, Ncrinata e Svelata. Tra i più noti ci sono l’Affruntata di Sant’Onofrio, la “Cumprata” di Soriano Calabro, la “Cumprunta” di Badolato Superiore, la “Cufrunda” di Santa Caterina dello Ionio, l’“Affruntata” di San Giorgio Morgeto e il rito della “Confrontata” a Siderno.
Durante l’Affruntata, le statue della Madonna, Gesù Cristo e San Giovanni Apostolo vengono portate in spalla per le vie e le piazze dei comuni. Queste statue compiono dei percorsi predeterminati che culminano in un rituale movimento che simboleggia l’incontro tra San Giovanni e la Madonna e poi quello con Gesù. Se il velo della Madonna non dovesse cadere bene, sarebbe un cattivo presagio per l’anno a venire.
La religione, le tradizioni e le superstizioni si incrociano in Calabria durante la settimana santa, perpetuando i riti da secoli. Solo con l’Affruntata, la Pasqua è pienamente celebrata.



