Di Pierfrancesco Greco
Amore, questa “eterna follia”, raccontata in musica: musica, versi, aneddoti, carezze e baci sotto il firmamento delle Serre, del loro vespro …C’è la magia del canto, degno della malia intonata da Partenope, nella serata di Cerisano, segnata da calura e sospiri … La XXX Edizione del Festival delle Serre è stata coronata, ieri sera, dall’Orchestra Sinfonica Brutia, dalle note, dalle voci, nella dolcezza di archi, chitarra, pianoforte e mandolino … Una conclusione, andata in scena nell’ambito della Sezione Teatro, che è un auspicio: chi serba la predilezione per la bellezza della musica legata alla dimensione Classica deve ritrovare lo spazio dedicato e il proscenio congruo al proprio diletto, che poi è un sentimento … E il sentimento, in ogni sua natura, in ogni suo fremito, va corrisposto, come Cerisano e il suo Festival hanno sempre fatto … Corrisposto come ieri sera, con “Accarezzame”, felice sintesi tra rappresentazione teatrale in prosa e dipinto musicale, arrangiato da Tommaso Morrone e Domenico Vigna e ritraente una Napoli che canta l’Amore, con trasporto, passione, anche pathos … Francesco Perri, direttore e pianista, nonchè compositore – tra l’ altro, autore di uno dei brani proposti durante lo spettacolo -, è la guida, il nocchiero tra i meandri struggenti e, nel contempo, aprichi della tradizione musicale partenopea, ove gli spettatori sono condotti per mano da Francesco Antonio Conti, sulle corde della sua chitarra e attraverso la sua verve attoriale e canora, da Giada De Luca, con una scintillante vocalità esaltante la venustà musicale pervadente la platea, da Giuseppe De Vincentis, con il sussurro del suo mandolino, e dagli orchestrali, elargitori di virtuosismi ed emotivi moti, difficilmente esprimibili nell’atto di vergare queste poche parole.
Particolarmente toccante e significativo il passaggio dedicato alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, impreziosito dalla lettura, o meglio, dall’interpetazione, da parte di un eccellente e poliedrico Francesco Antonio Conti, di una poesia dell’artista cerisanese Massimo Cistaro, presente tra il pubblico affollante il Teatro “Antonio Saccoman”. Alla fine, come nel caso del concertone tenuto sabato sera dal grande James Senese, perla di un’altra Sezione di quest’edizione festivaliera – quella Jazz – ed eminente rappresentante della napoletanità musicale, seppur di genere diverso da quanto proposto ieri sera dall’Orchestra Brutia, resta una sensazione di nostalgica gaiezza, quella che ti stringe l’anima, con passione; una passione talmente forte da farti male … Una passione, come il canto delle sirene, talmente ammaliante da non permetterti di ragionare e, alla stregua di Napoli, talmente bella da non farti respirare … Già … “È na passione cchiù forte ‘e na catena”, che si traduce in palpito, proiettandosi, fin da ora, sulla prossima Edizione del Festival delle Serre, con le sue consuete Sezioni, con i suoi luoghi, con i suoi spettacoli, con i suoi artisti, con i suoi incontri, con la sua #gente, con le sue immancabilmente uniche emozioni … Emozioni, come sempre, d’amore …



