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Calabria: un quadro allarmante tra spopolamento, disoccupazione giovanile e precarietà lavorativa

Il Rendiconto sociale dell’Inps dipinge un quadro preoccupante della situazione socioeconomica della Calabria.

La regione, già alle prese con un invecchiamento della popolazione e un Pil pro capite ai minimi nazionali, vede ora aggravarsi la situazione a causa di un significativo spopolamento e di un mercato del lavoro sempre più precario.

Spopolamento e invecchiamento: un circolo vizioso

La perdita di 8.460 residenti nel solo 2023 è un dato allarmante. Un fenomeno che si traduce in un invecchiamento progressivo della popolazione, con un quarto degli abitanti oltre i 65 anni. Questo trend, unito al basso tasso di natalità, mette a rischio la sostenibilità del sistema previdenziale e assistenziale.

Mercato del lavoro: giovani disoccupati e precarietà diffusa

La disoccupazione giovanile in Calabria è un problema endemico. Il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 29 anni è ben al di sopra della media nazionale, con picchi particolarmente preoccupanti tra i giovani uomini. La precarietà lavorativa, con un’alta incidenza di contratti a termine e stagionali, impedisce ai giovani di progettare un futuro nella propria regione.

Le conseguenze di questa situazione si riflettono anche sulle prestazioni sociali. L’aumento delle domande di Naspi e delle prestazioni di invalidità civile sono un chiaro segnale di una crescente difficoltà nel mantenere un’occupazione stabile.

Pil basso e disuguaglianze

Il Pil pro capite della Calabria resta il più basso d’Italia. Questo dato, unito alle basse retribuzioni e pensioni, contribuisce a creare profonde disuguaglianze e a limitare le opportunità di sviluppo.

Cosa fare?

Il Rendiconto sociale dell’Inps lancia un chiaro appello: sono necessari interventi strutturali e a lungo termine per invertire questa tendenza. Tra le possibili soluzioni:

  • Investimenti in infrastrutture e servizi: per rendere la regione più attrattiva per imprese e residenti.
  • Sostegno alle imprese: con misure agevolative per favorire la creazione di nuovi posti di lavoro.
  • Politiche attive del lavoro: per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani e dei disoccupati di lunga durata.
  • Misure per contrastare la povertà: come il potenziamento del reddito di cittadinanza.

In conclusione, la situazione della Calabria è critica, ma non senza speranze. Con una forte volontà politica e un impegno a livello nazionale e regionale, è possibile invertire la rotta e costruire un futuro migliore per questa regione.