Un nuovo capitolo si apre nel complesso scenario della criminalità organizzata in Calabria. Antonino Barbieri, 65 anni, noto alle forze dell’ordine per i suoi legami con la ‘ndrangheta, è stato trovato senza vita in un terreno di sua proprietà a Pannaconi di Cessaniti.
Le indagini, affidate alla Procura di Vibo Valentia, sono ancora in corso per chiarire le cause del decesso. Sebbene un malore sembri l’ipotesi più accreditata, l’autopsia disposta dai magistrati fornirà risposte definitive.
Un passato turbolento
Barbieri, cognato del boss di Zungri Giuseppe Accorinti, era un volto noto nell’ambito delle indagini antimafia. Coinvolto in diverse operazioni, tra cui “Rinascita Scott” e “Maestrale-Carthago”, era stato assolto in primo grado nel maxiprocesso “Rinascita Scott”, ma la Procura aveva presentato appello.
Legami familiari con la criminalità organizzata
I suoi figli, Michelangelo e Giuseppe, erano stati condannati in primo grado nel medesimo processo, confermando i forti legami familiari con la ‘ndrangheta. La morte di Antonino Barbieri getta nuova luce sulle dinamiche interne alle cosche del Vibonese e riaccende i riflettori su un territorio da sempre segnato dalla presenza della criminalità organizzata.
In attesa delle risposte dell’autopsia
Le indagini proseguiranno per stabilire con certezza le cause del decesso. La comunità locale è scossa da questo nuovo evento, che riporta alla ribalta le tensioni e le faide che da sempre caratterizzano il territorio.



