Il Si Cobas Calabria, attraverso i coordinatori regionali Simone Scandale e Roberto Laudini, ha rivolto un appello ai vertici sanitari regionali – il Commissario ad Acta Roberto Occhiuto, il Direttore del Dipartimento tutela della salute Tommaso Calabrò, il Direttore generale di Azienda Zero Gandolfo Miserendino, e tutte le Aziende Ospedaliere e ASP provinciali – chiedendo l’avvio immediato di concorsi, mobilità e assunzioni a tempo indeterminato per colmare le gravi carenze di personale.
Il sindacato sottolinea la necessità di reclutare il personale necessario attraverso piani di fabbisogno ben definiti. Viene citata positivamente la delibera N. 177 del 19/05/2025 dell’ASP Vibo Valentia, che prevede un avviso di mobilità per 30 OSS, come esempio di azione concreta per affrontare la carenza di figure professionali.
Il Si Cobas Calabria denuncia da tempo un “muro di gomma” nella sanità pubblica calabrese, accusando una presunta “collusione” tra politica e “poteri forti” che, a loro dire, dominerebbero il settore, annientando ogni tentativo di miglioramento per interessi economici e di potere. La sanità calabrese, secondo il sindacato, sarebbe “abusata, violentata e sfruttata per arricchire le tasche dei padroni e dei politici, ormai un tutt’uno con la gestione del malaffare”.
Per questo, il Si Cobas chiede ai vertici regionali e ad Azienda Zero di assumere un ruolo di capofila per i concorsi a tempo indeterminato e per le procedure di mobilità. Viene proposta l’idea di concorsi unici regionali, ad esempio per 100 infermieri o 100 OSS, per dare stabilità alle strutture e garantire risposte adeguate ai pazienti.
“Da troppi anni la Calabria sanitaria è stretta nella morsa del malaffare e ora è di dire basta affinché tutto ritorni normale”, affermano i coordinatori. Il Si Cobas Calabria si dichiara pronto a collaborare per trovare soluzioni efficaci e ripristinare la piena operatività degli ospedali calabresi, inclusa la conversione di strutture chiuse in posti di lungo degenza, riabilitazione e hospice, settori attualmente gestiti prevalentemente da privati che, secondo il sindacato, sarebbero legati alla politica e ai “poteri forti”.
Il sindacato conclude ribadendo la propria indipendenza e libertà d’azione: “Noi siamo uomini e donne liberi e questa libertà ci dà la possibilità di agire senza che nessuno possa ostacolarci, non siamo ricattabili, siamo LIBERI”.



