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Scava per giorni un tunnel per evadere, ma resta incastrato nel muro: detenuto salvato dai pompieri

Ha cercato di fuggire dal carcere scavando un tunnel per giorni, ma il suo piano si è trasformato in una scena surreale: è rimasto incastrato nel muro, a metà tra la cella e la libertà.

È accaduto a Rio Branco, nello stato brasiliano dell’Acre, in uno degli istituti penitenziari più affollati e problematici del Paese. È quanto riporta il sito FanPage.it.

Un piano studiato in segreto, ma il tunnel era troppo stretto

Il protagonista della vicenda è un detenuto di 29 anni, che ha scavato in segreto utilizzando attrezzi di fortuna come un chiodo e un pezzo di manico di scopa. Un lavoro paziente, svolto probabilmente di notte, senza che le guardie si accorgessero di nulla.

Ma al momento decisivo, la notte di lunedì, il piano ha fatto flop: il buco nel muro non era abbastanza largo. Il prigioniero si è infilato nel passaggio stretto e è rimasto incastrato col busto fuori e il bacino dentro la parete in cemento.

L’intervento dei vigili del fuoco: martello pneumatico e sedia d’appoggio

A lanciare l’allarme sono state le guardie carcerarie, insospettite dai rumori. I vigili del fuoco hanno dovuto intervenire con un martello pneumatico per allargare l’apertura e liberare il detenuto, operando con estrema cautela per evitare ferite, dato che l’uomo era anche a torso nudo.

Gli è stata data una sedia per sostenersi, evitando che restasse appeso. Dopo essere stato liberato e medicato sul posto, il 29enne è stato riportato in cella.

Ipotesi di fuga collettiva: indagini in corso

L’uomo è stato interrogato per capire come avesse procurato gli strumenti e se avesse complici tra gli altri detenuti. Gli investigatori sospettano che il buco potesse far parte di un piano di fuga collettivo, mai andato in porto.

Un episodio grottesco che riaccende i riflettori sulle carceri brasiliane

L’episodio ha riportato l’attenzione sulle condizioni critiche delle prigioni in Brasile, dove sovraffollamento e degrado strutturale favoriscono il moltiplicarsi di episodi simili. Ma raramente con un epilogo tanto imprevedibile quanto tragicomico.