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Inferno di fuoco tra Caulonia e Roccella: ettari di uliveti distrutti dalle fiamme

Nonostante l’impiego massiccio di Canadair, droni, foto-segnalatori e video-trappole, la Locride è di nuovo sotto assedio.

Gli incendi che da ore stanno devastando le colline tra Roccella Jonica e Caulonia hanno già incenerito decine di ettari di preziosa macchia mediterranea, oltre a uliveti e vigneti che rappresentano il cuore agricolo della zona.

I Vigili del Fuoco e i mezzi aerei stanno lavorando senza sosta per contenere un vasto fronte del fuoco che si propaga rapidamente, alimentato dalle alte temperature e dal forte vento. La situazione è critica e i danni all’ambiente e all’economia locale sono già ingenti, minacciando il patrimonio naturalistico e agricolo che la natura e l’uomo hanno pazientemente costruito nel corso di decenni.

Le autorità stanno intensificando le indagini per accertare l’origine degli incendi. Si sta verificando se le fiamme siano divampate spontaneamente a causa del caldo eccezionale o se ci sia stato un intervento doloso. La possibilità che la mano dell’uomo sia dietro a questi disastri non è remota.

Basti pensare che lo scorso anno diverse persone furono colte sul fatto mentre bruciavano sterpaglie per liberare i loro terreni agricoli, una pratica pericolosa e purtroppo diffusa che, in condizioni di siccità e vento, può trasformarsi in un’emergenza inarrestabile. Nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine per prevenire questi atti, la Locride continua a bruciare, e il dramma si ripete ogni anno.