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Blitz della Finanza in uno studio professionale del Cosentino: nascondeva kalashnikov, mitra e fucili clandestini

Un ritrovamento che ha scosso la tranquillità della costa tirrenica cosentina. Quello che sembrava un comune studio professionale ad Acquappesa si è rivelato un nascondiglio insospettabile per un arsenale da guerra.

La clamorosa scoperta è stata effettuata dai Finanzieri del Gico (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) della Guardia di Finanza di Catanzaro, nell’ambito di una perquisizione coordinata dalla Procura di Paola, guidata dal procuratore capo Domenico Fiordalisi.

Il deposito balistico segreto

L’inquietante “sorpresa” attendeva gli investigatori all’interno di un locale dello studio, adibito a vero e proprio deposito balistico. Qui, celate alla vista, sono state rinvenute armi clandestine ad alto potenziale offensivo. Non si trattava di armi comuni: gli agenti hanno scoperto ben due mitra, un temibile Kalashnikov, svariati fucili, oltre a silenziatori e caricatori.

La particolarità più allarmante? Tutte le armi erano prive di matricola, rendendole irrintracciabili e non riconducibili ad alcun proprietario registrato. Una chiara indicazione di un circuito illegale e potenzialmente molto pericoloso.

Indagini in corso

Il ritrovamento di un tale quantitativo di armi clandestine in un contesto apparentemente “pulito” come uno studio professionale solleva seri interrogativi sulle finalità di un simile arsenale.

Le indagini della Procura di Paola, in stretta collaborazione con il Gico, proseguiranno per far luce sui collegamenti e sulle motivazioni dietro questo inquietante deposito.

La presenza di armi ad alto potenziale, soprattutto se prive di matricola, rappresenta un grave pericolo per la sicurezza pubblica e indica la possibile operatività di organizzazioni criminali sul territorio.