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Sos mare in Calabria, allarme rosso da Goletta Verde: “Ben 13 punti su 23 risultano oltre i limiti di legge”

La 39ª edizione di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente in difesa delle acque e delle coste italiane, ha lanciato un pesante monito sulla qualità del mare calabrese.

I risultati del monitoraggio estivo sono impietosi: ben 13 punti su 23 campionati lungo le coste della regione sono risultati oltre i limiti di legge, evidenziando una situazione di grave criticità che si trascina ormai da anni.

Quasi tutti i punti critici sono localizzati in corrispondenza di foci di fiumi o torrenti, un chiaro segnale del cattivo funzionamento del sistema di depurazione regionale.

Lo stato di salute dei mari calabresi

Il monitoraggio di Goletta Verde, condotto tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, ha analizzato 23 punti lungo la costa calabrese. Di questi, il 57% presenta un’eccessiva carica batterica.

Nello specifico, 9 punti sono stati giudicati fortemente inquinati e 4 inquinati, a fronte di soli 10 punti risultati entro i limiti. La maggior parte dei prelievi (14 su 23) ha riguardato proprio le foci di fiumi e torrenti, considerate i “punti neri” di questa emergenza ambientale.

Un quadro territoriale preoccupante

La situazione si presenta a macchia di leopardo, ma con aree di particolare criticità: Provincia di Cosenza: Tra le sei località monitorate, cinque a mare e una in foce, tutte sono risultate entro i limiti.

Tra queste: la spiaggia presso la foce del fiume Noce a Tortora Marina, la spiaggia presso la Foce fiume Bagni tra Acquappesa/Guardia Piemontese, la spiaggia presso la foce del torrente Coriglianeto, il mare presso la foce del fiume Crati, la spiaggia fronte lido e area di sosta in località Faro a Faro Capo Trionto e la foce del torrente Colognati; Provincia di Catanzaro: Si conferma la tendenza negativa dell’anno precedente, con tutti i 3 punti monitorati oltre i limiti.

La foce del torrente Spilinga (tra Lamezia Terme e Gizzeria) è risultata fortemente inquinata, mentre la foce del Corace a Marina di Catanzaro e la spiaggia presso il fosso Beltrame (tra Montepaone Lido e Soverato) sono state classificate come inquinateProvincia di Crotone: Dei quattro campioni prelevati, uno a mare a Le Castella (Isola di Capo Rizzuto) è risultato fortemente inquinato.

La foce del fiume Esaro a Crotone è anch’essa fortemente inquinata. Fortunatamente, la spiaggia nei pressi del torrente Passovecchio a Crotone e la foce del fiume Nicà a Crucoli Torretta rientrano nei limiti; Provincia di Reggio Calabria: Un quadro desolante, con tutti e 6 i punti campionati compromessi da inquinamento fecale. L

e foci del fiume Mesima a San Ferdinando, del fiume Petrace a Gioia Tauro, del torrente Annunziata e del torrente Caserta (vicino al lido comunale di Reggio Calabria), il mare presso lo scarico del depuratore a Pellaro e la foce del torrente Menga a San Gregorio sono tutti risultati oltre i limiti; Provincia di Vibo Valentia: Dei 4 punti campionati, solo la foce del fiume Angitola a Pizzo è risultata entro i limiti.

La foce del torrente Murria a Briatico e la foce del torrente Ruffa a Ricadi sono fortemente inquinate, mentre il Torrente Mandricelle a Spiaggia di Coccorino (Joppolo) è risultato inquinato.

L’appello di Legambiente: “Basta inefficienze”

Anna Parretta, Presidente di Legambiente Calabria, non usa mezzi termini: “Anche quest’anno oltre la metà dei punti campionati risulta oltre i limiti di legge. I passaggi sinora compiuti da parte della regione e di alcuni comuni sono importanti ma assolutamente non sufficienti.

Si tratta di problemi annosi che derivano da logiche criminali ma anche da gravi inefficienze amministrative e da mancanza di controlli. Chiediamo alle amministrazioni di imprimere una forte accelerazione per garantire un’adeguata depurazione delle acque reflue e tutelare ambiente e cittadini.”

Anche Laura Brambilla, Portavoce di Goletta Verde, esprime profonda delusione: “Ci rattrista constatare come ogni anno la situazione delle acque in Calabria non migliori nonostante i tentativi messi in campo. Le foci dei fiumi continuano ad essere l’anello debole dei nostri monitoraggi, evidenziando un problema a livello nazionale che deve essere risolto al più presto. La depurazione delle acque deve diventare una priorità per le amministrazioni, non possiamo più rimandare o ci saranno nuove sanzioni dalla Comunità Europea”.

Per consultare la mappa interattiva del monitoraggio e i risultati dettagliati, è possibile visitare il sito di Legambiente.