In un intervento dai toni forti e dalla chiara impronta politica, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha scelto il palco del Magna Graecia Film Festival per raccontare le ragioni delle sue dimissioni anticipate.
“Non è stato l’avviso di garanzia a farmi indietreggiare – ha dichiarato – ma la consapevolezza che il clima si stava deteriorando, dentro e fuori la macchina amministrativa”.
Un messaggio netto: il governatore non si sente sconfitto, ma vuole rilanciare. E annuncia la sua ricandidatura, ponendo i calabresi di fronte a una scelta chiara: “Voglio sapere se ho ancora la loro fiducia”.
“Ho visto uno sfilacciamento in Regione e nella società calabrese”
Secondo Occhiuto, negli ultimi tempi si era fatta largo tra i cittadini l’idea che si stesse ripetendo l’eterno ritorno della politica calabrese, con governatori travolti da inchieste nell’ultimo anno di mandato: da Chiaravalloti a Loiero, da Scopelliti a Oliverio. Tutti archiviati dalla magistratura, ma anche politicamente messi da parte.
“Non volevo passare un anno a difendermi invece che lavorare – ha detto Occhiuto – perché la Calabria non può più permettersi un altro anno di immobilismo. Per questo ho deciso che a scrivere il futuro non sarà un’aula di tribunale, ma saranno i calabresi alle urne“.
“In Calabria non si delegittima la magistratura, ma la politica mediocre”
Occhiuto ha difeso il lavoro delle Procure calabresi, con cui – ha ricordato – ha collaborato su dossier fondamentali come la depurazione e gli ospedali. “Il punto – ha spiegato – è che in Calabria alcuni politici mediocri non combattono con le idee ma con la giustizia: strumentalizzano le inchieste per abbattere l’avversario”.
Un messaggio rivolto anche all’opposizione, che secondo il presidente uscente non aspettava altro: “Non sarà certo la sinistra a decidere il destino della mia regione. E nemmeno chi aspetta alla finestra il mio logoramento per tornare al potere”.
Verso il voto: possibile ritorno alle urne già a settembre
Il governatore ha poi annunciato che formalizzerà le dimissioni tra lunedì e martedì, aprendo così la strada alle elezioni anticipate. Le date possibili? 28-29 settembre o 12-13 ottobre. La decisione finale sarà condivisa con i leader nazionali e locali del centrodestra.
“È stato un atto di coraggio, non una fuga”
Occhiuto ha concluso il suo discorso rivendicando la scelta come un segno di forza e trasparenza: “Mi sono dimesso non per paura, ma per rispetto istituzionale. Per me è stata una ribellione contro una politica bloccata. Anche a Milano, Sala vive un momento simile, ma io ho scelto di non restare ostaggio di un sistema che si paralizza”.



