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Scuole a rischio in Calabria: un edificio su cinque è senza nemmeno una certificazione di sicurezza

In Italia, il 90% degli edifici scolastici non possiede tutte le certificazioni obbligatorie previste per legge. È questo il dato sconcertante che emerge dall’ultima rilevazione dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica, elaborata da Tuttoscuola.

Su quasi 40mila strutture scolastiche sparse lungo la penisola, solo 3.905 possono dichiararsi pienamente in regola. Le restanti 36.088, invece, sono carenti di uno o più documenti fondamentali per garantire la sicurezza di studenti, insegnanti e personale.

Cinque certificazioni che fanno la differenza

Il quadro normativo parla chiaro: ogni scuola dovrebbe essere dotata di cinque certificazioni essenziali. Tre sono rilasciate da enti esterni: il certificato di agibilità, quello di prevenzione incendi e l’omologazione della centrale termica. Le altre due – il piano di evacuazione e il documento di valutazione dei rischi – spettano alle singole istituzioni scolastiche.

Non si tratta di burocrazia. Ognuno di questi documenti tocca aspetti cruciali legati alla tutela dell’incolumità pubblica: sicurezza strutturale, rischio incendio, gestione dell’emergenza. Eppure, nella stragrande maggioranza dei casi, manca almeno una di queste garanzie.

3.588 scuole completamente prive di ogni certificazione

Non solo inadempienze parziali. Secondo i dati del Portale Unico del Ministero dell’Istruzione3.588 scuole risultano completamente prive di ogni tipo di documentazione sulla sicurezza. È il 9% del totale, ma il dato assume contorni ancora più gravi in alcune aree del Paese.

A guidare questa classifica dell’abbandono c’è il Sud. In Calabria, su 2.105 edifici scolastici, 432 sono totalmente scoperti: il 20,5%. Peggio ancora fa l’Abruzzo, dove quasi un edificio su tre – il 32,4% – non ha neanche una certificazione. Male anche la Campania, mentre tutte le regioni del Nord e gran parte di quelle del Centro si collocano al di sopra della media nazionale, ad eccezione del Lazio.

Settecentomila persone dentro scuole non certificate

Il problema, però, non è fatto solo di numeri. In quelle 3.588 scuole senza alcuna certificazione, ogni giorno circa 700mila persone – tra studenti, docenti e personale ATA – vivono, studiano e lavorano in condizioni non verificate.

Si tratta spesso di bambini e adolescenti che frequentano scuole dell’infanzia, primarie o secondarie di primo grado, strutture affidate alla responsabilità dei Comuni. Gli istituti superiori, invece, sono di competenza delle Province. Ma in entrambi i casi il risultato non cambia: lo Stato non garantisce un diritto fondamentale come la sicurezza.