Il 29 agosto scorso, i Carabinieri della Stazione di Squillace (CZ) hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico nei confronti di un uomo di 55 anni, già sotto indagine per atti persecutori nei confronti di alcuni suoi familiari.
Nei giorni precedenti, l’indagato era già stato colpito da una misura meno restrittiva: il divieto di dimora nel comune di residenza, l’obbligo di non avvicinarsi alle persone offese e il divieto assoluto di comunicazione con esse, sia per via telefonica che telematica.
Social usati per minacciare: scatta la stretta del giudice
A spingere il GIP del Tribunale di Catanzaro ad aggravare la misura cautelare è stata la violazione delle prescrizioni imposte. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe pubblicato contenuti offensivi e minacciosi sui propri profili social, indirizzati proprio alle vittime delle sue presunte condotte persecutorie.
La nuova misura è stata disposta su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, che ha ritenuto necessario intervenire per impedire ulteriori atti lesivi nei confronti dei familiari coinvolti.
Indagini in corso, presunzione d’innocenza
Il procedimento penale è ancora in fase di indagine preliminare e, come previsto dalla legge, l’uomo è da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.



