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‘Ndrangheta, il massmediodologo Klaus Davi: “I Bellocco non mi uccidono perché hanno paura”

Klaus Davi, noto per le sue inchieste sulla ‘ndrangheta e le provocazioni dirette ai boss, ha risposto in modo diretto e provocatorio a una domanda durante il programma radiofonico “La Zanzara“, condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

Alla richiesta dei due conduttori su come mai non fosse stato ancora aggredito o eliminato, nonostante le sue inchieste sui clan più potenti, Davi ha risposto: “I Bellocco non mi uccidono perché hanno paura di farlo”.

Il giornalista, da anni impegnato in un’attività di contrasto mediatico alla criminalità organizzata, ha motivato la sua convinzione spiegando che l’eccessiva attenzione mediatica che ha creato intorno ai clan li ha resi più vulnerabili e meno propensi a gesti estremi che attirerebbero inevitabilmente l’attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura.

Le dichiarazioni sulla sessualità della mafia

Durante l’intervista, Klaus Davi è tornato a parlare anche delle sue controverse tesi sulla presunta sessualità nascosta all’interno delle organizzazioni criminali. “L’eterosessualità è un mito infondato”, ha dichiarato, sostenendo che “il 10% degli affiliati è gay e il 50% bisex”.

Davi ha affermato di essere in possesso di informazioni precise grazie alla sua profonda conoscenza del territorio calabrese. A sostegno delle sue tesi ha citato un episodio in cui i suoi articoli, che indicavano i presunti responsabili dell’agguato al boss Franco Benestare a Reggio Calabria, sono stati confermati dalle indagini. “In Calabria si sa tutto” ha concluso Davi, ribadendo la sua fiducia nelle fonti e nelle dinamiche di quel territorio.