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I giovani di Italia del Meridione, motore del cambiamento: “La politica è presenza viva nei territori”

Non un convegno rituale, ma un atto di presenza. Così si è definito l’incontro organizzato dai giovani di Italia del Meridione, dal titolo provocatorio e necessario: “I giovani: perché iscriversi ad Italia del Meridione?”

Una domanda che è diventata risposta collettiva, attraverso volti, parole e volontà concreta di esserci.

Nella sala dell’Hotel San Francesco, il confronto è stato serrato, trasversale, vibrante: non una riunione, ma una dichiarazione di esistenza politica.
«Bisogna crederci davvero nella politica» – hanno affermato i ragazzi di IdM – «perché qui nessuno è un numero, ma parte viva di un territorio che vuole futuro».

Un futuro che non si costruisce per delega, ma con militanza e responsabilità. I giovani di IdM non chiedono spazi: li occupano, li interpretano, li trasformano.

Tra gli interventi: Mario Bilotto, Nicola Gagliardi, Francesco De Napoli, Karol Mazzei, Matteo Olivieri, Licia Tropea, Federico Belvedere, Annalisa Alfano, Giuseppe Chiappetta, Andrea Spezzano, Antonio Nervoso e Ilenia Plastino.
Una geografia umana che racconta una Calabria che non resta ferma a guardare.

Ha concluso i lavori Orlandino Greco, leader di Italia del Meridione e Consigliere regionale, richiamando il senso originario della politica:

«Non esiste cambiamento senza radici. I giovani non devono diventare comparse del potere, ma architetti del domani. Italia del Meridione non vi offre un simbolo, ma una casa politica.
Chi ama il Sud lo difende. Chi vuole rappresentarlo, lo ascolta.
Anche in Consiglio regionale non sarò un numero, ma una voce concreta di tutti questi ragazzi».

Greco ha ribadito come IdM non si fermi alla fine della campagna elettorale: la formazione politica continua, perché «la politica non si improvvisa».
Una fucina di idee che vive nei territori, un modello federale che mette al centro i bisogni reali del Meridione, oltre gli schemi di destra e sinistra.

Molte le questioni che il neo consigliere regionale porterà all’attenzione del Consiglio, con un invito chiaro ai giovani: partecipare attivamente.

L’incontro non ha lasciato slogan nel vuoto, ma una domanda irrinunciabile:

Se non siamo noi a costruire il futuro del territorio, chi dovrebbe farlo al nostro posto?

La risposta era tutta lì: in una sala piena, in un movimento che non attende il cambiamento — lo organizza.