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Cattiva gestione delle casse comunali: indagati ex amministratori di Savelli

Una nuova ondata nell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Crotone sta nuovamente scuotendo le fondamenta di un piccolo centro della Presila crotonese. Cinque ex figure di spicco dell’Amministrazione comunale, tra cui ex sindaci, vice sindaci e assessori, sono ora sotto indagine per una serie di reati gravi che includono peculato, falso ideologico e materiale, e concussione.

Tra i soggetti colpiti dai provvedimenti figura un ex assessore, un uomo di 74 anni (identificato qui con le iniziali A. V.), raggiunto da una misura cautelare di divieto di dimora nel Comune di residenza. La notifica è stata eseguita dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Crotone, che hanno contemporaneamente proceduto al sequestro preventivo e per equivalente di beni, conti correnti e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati.

Le accuse

Oltre ad A. V., risultano indagati: F. T. (47 anni), C. B. V. (73 anni), B. L. G. (31 anni) e C. A. (43 anni). Tutti avevano ricoperto vari incarichi amministrativi nell’Ente tra il 2018 e il marzo 2025. Essi sono chiamati a rispondere del reato di peculato in concorso continuato.

L’indagine, coordinata dal procuratore Domenico Guarascio, ha avuto origine dalla denuncia presentata nel novembre 2023 dall’allora sindaco e dal segretario comunale, che avevano segnalato un iniziale ammanco di circa un milione di euro. Gli accertamenti successivi hanno portato a stimare la somma totale sottratta, nel periodo 2008-2023, a ben oltre 3 milioni di euro.

Il metodo delle indennità gonfiate

Le precedenti fasi dell’inchiesta avevano già portato a sequestri e avvisi di garanzia per tre ex dipendenti comunali, accusati di aver disposto 320 mandati di pagamento falsi per circa 2,8 milioni di euro, dirottando i fondi pubblici su conti personali e societari.

Le nuove indagini, che hanno interessato anche i Comuni limitrofi di Pallagorio e Cirò Marina, hanno permesso di far emergere ulteriori episodi di distrazione di fondi e condotte illecite. In particolare, è stata contestata la presunta percezione di indennità di carica gonfiate da parte degli ex amministratori, con compensi mensili aumentati da 152 euro a 400 euro senza alcuna legittima base normativa.

Gli accertamenti contabili hanno svelato altri 116 mandati di pagamento falsi, per un ammontare di circa 70 mila euro, di cui una parte direttamente collegata agli aumenti indebiti delle indennità. Per questi importi, la Procura ha disposto il sequestro per equivalente.

Le indagini, ancora in corso e nella fase preliminare, proseguono per ricostruire tutti i flussi finanziari e definire le responsabilità individuali in questo vasto caso di presunta malversazione di denaro pubblico.