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Policlinico Unical: la visione di Orlandino Greco oltre il campanilismo

La decisione di realizzare il nuovo Policlinico universitario presso l’Università della Calabria (Unical) è un’iniziativa fondamentale per il futuro della sanità regionale.

È quanto sostiene Orlandino Greco, neo consigliere regionale della Calabria, il quale vede in quest’opera non solo una struttura sanitaria, ma un vero e proprio atto di riscatto collettivo e di modernizzazione.

Greco sottolinea la necessità di superare le logiche campanilistiche in favore di una visione di unione territoriale sui servizi essenziali. Per il consigliere, la sanità si tutela attraverso la competenza, l’efficienza e la capacità di costruire una rete, non con i confini amministrativi. Il nuovo Policlinico, con i suoi 850 posti letto, rappresenta un passo in questa direzione, parlando di dignità, diritto alla salute e modernità dei servizi pubblici.

La scelta di collocare la struttura accanto all’Unical è giudicata da Greco come strategica e in linea con le esperienze dei maggiori poli sanitari in Italia e in Europa. Nelle vicinanze dell’Università, dove si formano i medici e dove la ricerca incontra la pratica clinica, il Policlinico sarà il luogo in cui “la scienza diventa cura”. L’Università della Calabria è già un polo d’attrazione per studenti e professionisti, e l’integrazione con il nuovo Policlinico è destinata a incrementare questo flusso, generando valore, lavoro e competenze per l’intero territorio.

L’opera è vista come un’opportunità per la Calabria di credere nelle proprie capacità e di costruire infrastrutture durevoli. L’obiettivo è chiaro: eliminare la necessità per i cittadini di emigrare altrove per curarsi e per i giovani professionisti di lasciare la regione per lavorare in contesti moderni e ben organizzati.

Tuttavia, il consigliere Greco pone l’accento sulla necessità di concretezza nell’immediato futuro. Viene richiesta vigilanza istituzionale, tempi certi, trasparenza e qualità nell’esecuzione dei lavori. Ogni ritardo, avverte Greco, rappresenterebbe un danno per i cittadini e un’occasione mancata per l’intera regione.

Infine, il consigliere regionale evidenzia che l’apertura del nuovo Policlinico universitario non deve in alcun modo comportare l’abbandono dell’Ospedale Annunziata. Al contrario, il presidio cittadino deve essere potenziato e valorizzato per diventare una struttura più efficiente e moderna, garantendo un reale miglioramento del sistema sanitario territoriale a beneficio di tutti i cittadini calabresi. Il progetto del Policlinico è quindi concepito non per una singola città, ma come simbolo di una comunità che guarda al futuro e si impegna per l’abbattimento dei divari.