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“Fatto gravissimo”: la protesta di Tridico contro l’esclusione della Calabria dal piano alta velocità europeo

L’europarlamentare Pasquale Tridico, del Movimento Cinque Stelle e già candidato alla presidenza della Regione Calabria, ha sollevato un’accesa protesta contro la mancata inclusione delle regioni del Sud Italia, in particolare la Calabria, nel nuovo schema infrastrutturale dell’alta velocità predisposto dall’Unione Europea.

Tridico definisce l’esclusione come un “fatto gravissimo” e una “scelta vergognosa” che rischia di allontanare il Meridione dallo sviluppo e da una rete di trasporti cruciale per il futuro della regione.

Azione istituzionale e accuse al centrodestra

L’esponente del M5S ha annunciato di aver presentato un’interrogazione alla Commissione europea per protestare formalmente contro questa decisione. Tuttavia, il suo appello più diretto è rivolto al governo italiano e alla Regione Calabria.

“Chiediamo soprattutto al governo italiano ed alla Regione Calabria, governati da quel centrodestra che a Bruxelles è parte della maggioranza con Raffaele Fitto membro della commissione ed al Consiglio europeo, di protestare, di chiedere spiegazioni rispetto a questa azione che va in contrasto con l’articolo 170 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.”

Tridico, dunque, inquadra la questione in un contesto politico, chiedendo alle istituzioni a guida centrodestra di far valere il proprio peso a Bruxelles, dove il ministro Raffaele Fitto riveste una posizione chiave nella Commissione. L’articolo 170 del TFUE citato è relativo agli orientamenti della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), che mira a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione.

La rilevanza per il Sud Italia e la Calabria

L’esclusione della Calabria e del Mezzogiorno dal nuovo piano infrastrutturale dell’alta velocità europea è percepita come un ulteriore ostacolo alla crescita di aree che già soffrono di forti divari infrastrutturali rispetto al Nord.

La rete TEN-T, il cui nuovo regolamento è entrato in vigore di recente, definisce le priorità di sviluppo dei trasporti a livello continentale, con scadenze al 2030 per la Rete Centrale, al 2040 per la Rete Centrale Estesa e al 2050 per la Rete Globale. L’assenza di collegamenti ad alta velocità (che dovrebbero garantire una velocità prevalente di 160 chilometri all’ora per le linee passeggeri) nei corridoi strategici del Sud Italia, in particolare il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, comporterebbe un danno in termini di competitività e coesione.

La protesta dell’europarlamentare Tridico mira a trasformare la questione in una priorità politica, richiamando il governo e la Regione a un’azione immediata per invertire una rotta considerata lesiva degli interessi del Sud.