La Regione Calabria ha centrato e oltrepassato l’obiettivo stabilito dal Piano nazionale di ripresa e resilienza relativamente al sub-investimento M6C1 – 1.2.1, dedicato all’assistenza domiciliare. Il monitoraggio dei dati ufficiali forniti da Agenas, aggiornato al 31 dicembre 2025, indica che sono 44.506 gli ultra sessantacinquenni presi in carico attraverso il servizio di Assistenza domiciliare integrata. Questo volume di interventi testimonia l’efficacia operativa dimostrata dalle Aziende sanitarie sul territorio regionale.
Risorse e investimenti per la sanità territoriale
Il raggiungimento di tale soglia permette alla Calabria di sbloccare l’accesso a 55 milioni di euro derivanti dai fondi Pnrr. Questi capitali sono destinati al potenziamento strutturale delle cure domiciliari, un pilastro fondamentale per la riorganizzazione della sanità locale che mira a decentralizzare l’offerta sanitaria dai grandi poli ospedalieri verso le abitazioni dei pazienti.
La strategia delle cure domestiche
L’integrazione tra i vari livelli del sistema sanitario ha permesso di stabilizzare un trend positivo che dura da tre anni. Gandolfo Miserendino, direttore generale di Azienda Zero, ha sottolineato l’importanza del coordinamento tra le diverse figure professionali coinvolte nel processo: “Si tratta di un risultato ormai consolidato che per il terzo anno consecutivo dimostra come il lavoro congiunto tra Regione, Aziende sanitarie, professionisti e medici di medicina generale sia in grado di produrre cambiamenti concreti nella vita delle persone”.
L’obiettivo primario resta quello di trasformare il domicilio nel primo presidio di cura, una necessità accentuata dalla conformazione demografica e geografica della regione. “Rendere la casa il primo luogo di cura è una priorità strategica per una Regione caratterizzata da un’elevata presenza di popolazione anziana e da territori spesso distanti dai grandi ospedali. Rafforzare l’assistenza domiciliare significa inoltre garantire cure più vicine ai cittadini, migliorare la qualità della vita degli anziani e ridurre i ricoveri impropri, contribuendo al miglioramento del sistema sanitario” ha aggiunto Miserendino.



