Momenti di grande tensione si sono vissuti nel centro storico di Lamezia Terme a seguito di un gravissimo episodio che ha messo a repentaglio l’incolumità pubblica. Il personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lamezia è intervenuto dopo la segnalazione di un uomo che stava lanciando oggetti dalla sua abitazione.
Alla vista degli operatori di Polizia, l’uomo ha reagito barricandosi in casa e, utilizzando materiale infiammabile, ha deliberatamente appiccato un vasto incendio all’edificio. Le fiamme si sono propagate con rapidità, minacciando le abitazioni civili circostanti nel rione storico “Giudeca”.
Massimo pericolo per l’incolumità pubblica
Il gesto ha generato un serio pericolo per i residenti, in particolare gli anziani del quartiere, a causa della rapida diffusione del rogo in un contesto abitativo denso. L’allarme è cresciuto drammaticamente per la presenza, all’interno dell’immobile in fiamme, di bombole di gas propano, che avrebbero potuto causare una deflagrazione catastrofica.
L’intervento congiunto e tempestivo dei Vigili del Fuoco, che sono riusciti a domare l’incendio, e del personale del Commissariato di Lamezia Terme, supportato da un equipaggio delle Volanti di Catanzaro, è stato cruciale. Le forze dell’ordine hanno immediatamente messo in sicurezza l’area, procedendo anche all’evacuazione dei residenti a scopo precauzionale.
Arresto in flagranza e il contesto precedente
Contestualmente alle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza, gli agenti di Polizia sono riusciti a fermare l’autore dell’incendio: si tratta di un cittadino marocchino di 48 anni, già noto alle forze dell’ordine.
Il suo arresto è avvenuto in flagranza di reato con le accuse di incendio doloso aggravato, oltre che per minaccia e oltraggio a Pubblico Ufficiale.
La posizione dell’uomo si era già complicata precedentemente: lo scorso ottobre, a seguito del rigetto del permesso di soggiorno, era stato destinatario di un provvedimento di trattenimento emesso dal Questore di Catanzaro. Tuttavia, dopo essere stato collocato presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) di Brindisi, era stato dimesso il 2 dicembre a seguito di una visita medica che aveva stabilito l’incompatibilità del suo quadro clinico con il regime di trattenimento.
Dopo la convalida dell’arresto, richiesta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, l’uomo è stato trasferito in carcere in regime di custodia cautelare.



