La protesta degli agricoltori calabresi ha raggiunto il cuore delle istituzioni comunitarie. Una delegazione guidata da Coldiretti Calabria si è unita alla mobilitazione collettiva a Bruxelles per contestare le recenti derive politiche dell’Unione Europea, accusata di voler sacrificare il comparto primario sull’altare della spesa militare.
Il messaggio lanciato dalle piazze è netto: la costruzione di nuovi armamenti non può avvenire a discapito della sovranità alimentare e della sicurezza dei cittadini.
Le critiche alla gestione Von der Leyen e i tagli alla Pac
Al centro della contestazione vi è l’operato della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ritenuta non idonea a gestire l’attuale crisi del settore. Secondo le analisi diffuse dall’associazione, la futura programmazione 2028-2034 rischia di tradursi in una drastica riduzione delle risorse destinate alla Politica Agricola Comune (PAC). Per la Calabria, questo scenario si tradurrebbe in una perdita stimata di oltre 300 milioni di euro complessivi, con un ammanco annuale di circa 40 milioni di euro.
Questa “maxi-sforbiciata” colpirebbe duramente la capacità produttiva della regione, compromettendo non solo il reddito delle imprese agricole ma anche la funzione di presidio del territorio esercitata dagli agricoltori, considerata la prima linea di difesa contro gli effetti del cambiamento climatico.
Le richieste del manifesto programmatico per la sovranità alimentare
La mobilitazione ha portato alla diffusione di un manifesto che delinea le priorità necessarie per invertire la rotta. Tra i punti cardine emerge il rifiuto categorico del Fondo Unico Agricolo: l’agricoltura necessita di risorse certe e regole distinte per garantire continuità operativa e cibo di alta qualità.
Inoltre, è stata sollevata con forza la questione della trasparenza doganale. Si richiede l’abrogazione della regola dell’origine del codice doganale e l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria con l’indicazione chiara del Paese di provenienza degli ingredienti. Tali misure sono ritenute indispensabili per porre fine agli inganni commerciali che danneggiano i consumatori e le aziende che rispettano standard produttivi rigorosi.
L’agricoltura come asset strategico globale
Mentre le principali potenze mondiali intensificano gli investimenti nel settore agricolo riconoscendone il valore strategico, l’Europa sembra muoversi in direzione opposta. La scelta di spostare capitali dal settore alimentare a quello bellico viene interpretata come un attacco alle fondamenta della sicurezza del continente. La richiesta che arriva dalla Calabria è quella di un’Europa meno ideologica e più pragmatica, capace di proteggere la propria agricoltura e la salute dei consumatori invece di abbandonarle in favore di accordi commerciali privi di criteri di reciprocità.



