Il percorso giudiziario per accertare le responsabilità relative al naufragio del caicco Summer Love ha subito un immediato arresto.
L’udienza d’apertura del processo per i presunti ritardi nei soccorsi a Steccato di Cutro, dove il 26 febbraio 2023 persero la vita 94 persone tra cui 35 minori, è stata rinviata al 30 gennaio 2026 senza nemmeno iniziare.
La causa dello slittamento è da ricercarsi in un errore tecnico nell’attribuzione del collegio penale. Il dibattimento era stato inizialmente assegnato a una sezione che, proprio nella giornata di mercoledì, risulta già impegnata in un imponente processo contro la ‘ndrangheta che conta circa sessanta imputati. Questa sovrapposizione ha reso necessario il passaggio del caso a un nuovo collegio, che sarà presieduto dal giudice Alfonso Scibona, affiancato dai magistrati Giuseppe Collazzo e Glauco Panettoni.
Le accuse e i protagonisti in aula
Il procedimento vede coinvolte sei figure chiave tra le forze dell’ordine in servizio durante la tragica notte del naufragio. Sotto accusa si trovano quattro esponenti della Guardia di Finanza: Giuseppe Grillo, capo turno della sala operativa del Roan di Vibo Valentia; Alberto Lippolis, comandante del medesimo reparto; Antonino Lopresti, ufficiale in comando tattico e Nicolino Vardaro, comandante del Gruppo aeronavale di Taranto. Insieme a loro, compaiono due militari della Guardia Costiera: Francesca Perfido, in servizio presso l’Imrcc di Roma, e Nicola Nania, della Capitaneria di porto di Reggio Calabria.
Tra i banchi della difesa, durante questa prima e breve seduta, erano presenti fisicamente solo gli imputati Vardaro e Perfido. Sul fronte opposto si schierano 86 parti civili, un fronte compatto composto da superstiti, familiari delle vittime, diverse Ong e numerose associazioni che chiedono risposte su quanto accaduto a pochi metri dalla riva calabrese.
Il rinvio sposta ora l’attenzione alla fine del mese, quando il nuovo collegio dovrà formalmente dare il via a un dibattimento atteso dall’opinione pubblica e, soprattutto, da chi quella notte ha perso i propri cari tra i flutti dello Ionio.



