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Ospedale di Cariati, Scutellà (M5s) interroga la Regione: “La sanità è un diritto di tutti e per tutti”

L’ispezione condotta il 20 gennaio 2026 presso l’ospedale Vittorio Cosentino di Cariati dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle, l’Onorevole Elisa Scutellà, ha riportato al centro del dibattito politico le gravi carenze strutturali e amministrative che affliggono la sanità ionica.

Nonostante le rassicurazioni formali, la realtà descritta dalla parlamentare è quella di un presidio bloccato in un limbo burocratico che ne impedisce la reale operatività come centro per acuti.

La contraddizione tra i decreti e il blocco del laboratorio

Il cuore della polemica risiede in un cortocircuito normativo tra il recente DCA 69/2024, che identifica Cariati come Ospedale di Zona Particolarmente Disagiata, e il precedente DCA 62/2020. Quest’ultimo, infatti, continua a declassare il laboratorio analisi a semplice punto prelievi, una condizione incompatibile con le funzioni di un ospedale per acuti.

“Si tratta di una contraddizione evidente”, ha precisato Elisa Scutellà durante il sopralluogo. “Un ospedale di zona disagiata, per legge, deve essere dotato di un laboratorio analisi operativo H24. Senza questo servizio essenziale, non può funzionare un vero Pronto Soccorso né possono essere attivati pienamente i reparti per acuti.”

Un’attivazione incompleta che penalizza il territorio

La riapertura del presidio, ottenuta dopo anni di mobilitazioni popolari, rischia di rimanere un’opera incompiuta se non supportata da una revisione immediata della rete dei laboratori. La mancata integrazione dei servizi minimi necessari rende la struttura una scatola parzialmente vuota, incapace di garantire i livelli essenziali di assistenza promessi ai cittadini della fascia ionica.

“Dopo le mobilitazioni e le legittime rivendicazioni dei cittadini, la Regione ha riaperto il presidio ospedaliero, ma non ha adeguato la rete dei laboratori, lasciando incompleta la riconfigurazione prevista”, ha incalzato la capogruppo. La richiesta è netta: una modifica immediata del DCA 62/2020 per ripristinare il laboratorio analisi h24, pilastro fondamentale per la sicurezza dei pazienti e l’efficacia dei reparti.

L’interrogazione alla Regione e l’incertezza sui posti letto

Oltre alla questione del laboratorio, l’ispezione ha evidenziato ritardi strutturali significativi. Quello che sulla carta dovrebbe essere un Pronto Soccorso opera ancora come Punto di Primo Intervento, mentre l’attivazione dei posti letto per la medicina resta legata a lavori di ristrutturazione senza un cronoprogramma certo.

“Ad oggi, quello che dovrebbe essere un Pronto Soccorso è ancora un Punto di Primo Intervento, quello che dovrebbe essere un laboratorio H24 resta un punto prelievi, e sui posti letto per acuti non vi sono date chiare”, ha tuonato Scutellà. La parlamentare ha annunciato un’interrogazione formale per pretendere tempi certi dalla Regione Calabria: “La Regione deve intervenire subito per rendere realmente operativo il DCA 69/2024 e garantire ai cittadini un servizio sanitario pubblico completo, sicuro e funzionante.”