Il Sud Italia non è solo terra di tradizioni, ma un laboratorio vivente capace di generare visioni di futuro che rompono gli schemi.
Lo dimostra il successo di Scienze sociali in scena, l’innovativo progetto di divulgazione scientifica in chiave teatrale ideato da Davide Costa, assegnista di ricerca presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro.
L’iniziativa è stata recentemente selezionata tra oltre 300 candidature provenienti da tutto il Mezzogiorno per entrare a far parte di “Fare Sud. Abitare l’Immaginario Civico nel Meridione”, il progetto editoriale promosso da Scatola di Latta.
La selezione è avvenuta attraverso un rigoroso processo di valutazione curato da dieci esperti, tra cui spiccano nomi come Celestino Barbato della RAI e le giornaliste Diana Ligorio, Maria Cristina Fraddosio e Valeria Nicoletti. Il progetto si è distinto per la sua capacità di trasformare dati scientifici e analisi sociologiche in un atlante vivo del territorio, dimostrando un impatto civico non comune.
Un nuovo linguaggio per la divulgazione
L’idea alla base di Scienze sociali in scena è quella di abbattere le mura dell’accademia per restituire alla ricerca la sua funzione pubblica. Davide Costa, autore di quattro saggi e numerose pubblicazioni internazionali, ha scelto di unire le forze con la fotografa Anna Rotundo per creare un’esperienza emotiva e partecipata. Il teatro, in questo contesto, smette di essere solo intrattenimento e diventa uno spazio critico di formazione dove la recitazione, la musica e la fotografia dialogano costantemente.
“Solo la libertà creativa e intellettuale può garantire una ricerca realmente indipendente, svincolata da condizionamenti politici o economici”, si legge tra i principi cardine del progetto, che rivendica con orgoglio la propria natura autonoma e autofinanziata.
Dai podcast ai palcoscenici internazionali
In meno di due anni, l’iniziativa ha già collezionato 11 eventi teatrali e ha saputo espandersi verso i nuovi media. La prima stagione del podcast di Scienze sociali in scena è diventata virale, approdando su Spotify come unico esempio in Italia di narrazione teatrale applicata ai temi sociali. Il prestigio del progetto ha varcato i confini nazionali già nel 2024, quando è stato presentato su invito al Freud Museum di Vienna.
Cinema e identità: i nuovi traguardi del 2025
Il percorso di crescita non si ferma al teatro e all’audio. Nel dicembre 2025, il progetto ha debuttato nel mondo del cinema con la produzione di due docufilm diretti dallo stesso Costa. Il primo è un omaggio alla vita del professor Vittorio Emanuele Andreucci, figura storica della nefrologia italiana. Il secondo, intitolato “Beyond the Binary”, è l’adattamento audiovisivo dell’ultimo saggio di Costa e affronta con coraggio i temi dell’identità e del genere nei moderni contesti sanitari.
Grazie a collaborazioni con realtà come Vitambiente e il Centro Interuniversitario di Flebolinfologia, Scienze sociali in scena continua a dimostrare che quando il sapere si fa corpo ed emozione, il Mezzogiorno cessa di essere percepito come periferia per trasformarsi in un orizzonte di possibilità.



