La settima edizione di Beviamoci Sud, tenutasi lo scorso fine settimana a Roma presso il The Westin Excelsior, ha sancito un momento di svolta per la viticoltura della provincia di Vibo Valentia.
Le aziende del territorio, sostenute dal Gal Terre Vibonesi, sono emerse come la vera rivelazione dell’evento dedicato ai vini del Mezzogiorno, catturando l’interesse di stampa specializzata, buyer e appassionati.
Sotto la direzione tecnica di Luciano Pignataro e l’organizzazione di Marco Cum e Andrea Petrini, la manifestazione ha registrato numeri da record con circa 1.000 presenze complessive e oltre 200 operatori professionali. In questo contesto, la compagine vibonese composta da Cantina Masicei, Casa Comerci, Cantine Artese, Cantine Benvenuto, Cantine Dastoli, Cantine Lacquaniti e Origine & Identità ha dimostrato la vitalità di un settore in forte espansione.
I vitigni autoctoni protagonisti tra masterclass e anteprime
Il focus sulla qualità è stato confermato dal tutto esaurito registrato per la masterclass curata da Luciano Pignataro nella giornata di domenica 1 febbraio. L’approfondimento ha permesso a ristoratori ed enotecari di scoprire le sfumature del Magliocco Canino e dello Zibibbo, vitigni simbolo della zona.
Il percorso promozionale era stato inaugurato da una cena di anteprima dedicata alla nascente denominazione Costa degli Dei presso Bencò Osteria Calabrese. L’evento ha visto l’abbinamento tra le proposte gastronomiche dello chef Manuel Bennardo e i vini presentati da Domenico Silipo, presidente dell’Associazione Viticoltori Vibonesi, riscuotendo un ampio consenso tra la stampa nazionale.
La strada verso la Doc e il valore della cooperazione territoriale
L’esperienza romana ha rafforzato la convinzione che il percorso intrapreso per l’ottenimento della Doc sia ormai maturo. Dei quindici produttori calabresi presenti a Beviamoci Sud, quasi la metà proveniva dall’area vibonese, a testimonianza di una volontà collettiva di accreditarsi presso i mercati nazionali.
«Torniamo a casa con un nuovo bagaglio esperienziale importante – ha dichiarato il presidente del Gal Terre Vibonesi, Vitaliano Papillo – ma anche con la conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Tanti professionisti del settore ma anche il pubblico sono rimasti sorpresi e affascinati dalla qualità e dalla varietà dei vini prodotti sul nostro territorio.
I produttori hanno saputo raccontare il territorio e approfondire la conoscenza delle proprie realtà produttive che oltre alla qualità sono arricchite da storie affascinanti e volontà di fare “insieme” la strada verso il riconoscimento della Doc che premierà gli sforzi di quanti hanno creduto in questo progetto di valorizzazione territoriale. Il vino, lo abbiamo detto più volte, è uno degli assi sul quale si muove il lavoro sul campo che vuole presentare complessivamente l’offerta del vibonese a turisti, viaggiatori, giornalisti, appassionati che hanno voglia di venire a scoprire la ricchezza della nostra provincia».
Prospettive future tra Vinitaly e attività sul territorio
Il percorso di promozione non si ferma alla capitale. La prossima tappa fondamentale sarà il Vinitaly, dove il Gal Terre Vibonesi accompagnerà nuovamente le cantine della futura denominazione. Parallelamente, sono in fase di programmazione attività a livello regionale per celebrare il Marchio territoriale di Qualità. Questi eventi mirano a coinvolgere ospiti illustri per costruire un racconto corale dei marcatori identitari della provincia, trasformando l’eccellenza vinicola in un volano per l’intera economia locale.



