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Parcheggi selvaggi all’Annunziata: la rabbia dei cittadini cresce. “Così è impossibile andare a una visita”

Da settimane – anzi, da mesi – i lettori ci segnalano lo stesso problema, sempre più frequente e sempre più esasperante: il parcheggio dell’ospedale Annunziata di Cosenza è diventato terra di nessuno.

Auto lasciate di traverso, vetture che occupano due posti senza alcun motivo, spazi ridotti all’osso da chi parcheggia come capita, incurante di chi arriva in ospedale per una visita urgente, un controllo programmato o, peggio, un’emergenza.

Le foto che continuano ad arrivare in redazione parlano da sole: file disordinate, stalli occupati in modo approssimativo, macchine lasciate a ridosso delle corsie di passaggio. Una situazione che, nelle ore di punta, rende quasi impossibile trovare un posto libero e costringe molti utenti a girare a vuoto per lunghi minuti, con l’ansia di arrivare tardi a un appuntamento medico importante.

 

La rabbia dei cittadini non nasce solo dal disagio logistico, ma da un sentimento più profondo: la percezione che, in un luogo dedicato alla cura e alla fragilità, regni invece l’inciviltà più totale. «Sono arrivata per una visita oncologica e ho perso venti minuti solo per trovare un parcheggio libero», racconta una lettrice. «Molte auto erano messe di traverso, come se il parcheggio fosse un cortile privato. È una mancanza di rispetto verso chi sta male».

Un altro lettore ci scrive: «Capisco la fretta, ma qui si esagera. Non si può occupare due posti e fregarsene degli altri. All’ospedale ci va chi ha bisogno, non chi vuole fare il comodo proprio». È facile liquidare tutto come “maleducazione”, ma sarebbe riduttivo. Il problema è più ampio e riguarda: assenza di controlli costanti, mancanza di sanzioni effettive, assenza di personale dedicato alla gestione degli spazi, un’organizzazione dei flussi che non regge più il volume di accessi.

In molti si chiedono: chi deve intervenire?  La risposta non può essere lasciata al buon senso dei singoli, perché il buon senso – come dimostrano i fatti – non basta. Serve un’azione coordinata tra ASP, Comune, Polizia Municipale e direzione ospedaliera, con misure concrete: vigilanza, segnaletica chiara, sanzioni per i comportamenti scorretti, e magari una revisione complessiva degli spazi.

L’Annunziata è il principale presidio sanitario della provincia. Qui arrivano ogni giorno persone fragili, famiglie preoccupate, pazienti che devono muoversi in tempi rapidi. Non si può trasformare un luogo di cura in un campo di battaglia automobilistico. La richiesta dei cittadini è semplice e legittima: ordine, rispetto e controlli. Perché parcheggiare bene non è solo una questione di educazione: è una questione di civiltà, e in un ospedale dovrebbe essere la regola minima.