Il volto dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 è nato tra i banchi dell’Istituto comprensivo di Taverna, in provincia di Catanzaro.
Gli studenti, guidati dalla docente Gabriella Rotondaro, sono gli autori di Tina e Milo, i due ermellini scelti come mascotte ufficiali attraverso un concorso nazionale bandito nel 2022 dal Ministero dell’Istruzione. Nonostante il successo del progetto, oggi divenuto un brand internazionale, la gestione dei riconoscimenti alla scuola ha sollevato un acceso dibattito.
La vittoria del progetto e il valore del brand
La proposta calabrese ha superato la concorrenza nazionale puntando sulla biodiversità alpina: un ermellino dal manto chiaro e uno marrone per rappresentare rispettivamente i Giochi olimpici e i paralimpici. Il bando del 2022 prevedeva che il comitato organizzatore acquisisse il diritto esclusivo di utilizzo e riproduzione degli elaborati, anche per finalità commerciali. Tina e Milo sono così diventati i protagonisti del merchandising e delle campagne promozionali globali, trasformando un’idea scolastica in un asset economico di rilievo per l’evento.
Le critiche sui riconoscimenti e l’assenza a Sanremo
La controversia riguarda la natura del premio riservato ai giovani creatori. All’istituto sono stati consegnati due pupazzi ufficiali dal valore commerciale di circa 35 euro ciascuno. Non sono stati previsti premi in denaro né forniture di materiale didattico strutturato, una scelta che la dirigenza scolastica ha percepito come non proporzionata rispetto all’ampio sfruttamento commerciale dell’opera.
Il malcontento è aumentato nel febbraio 2024, quando le mascotte sono state presentate ufficialmente sul palco del Festival di Sanremo. In quell’occasione, accanto ad Amadeus, è apparso un gruppo di ragazzi che non apparteneva alla scuola vincitrice. L’esclusione iniziale degli studenti di Taverna dai momenti di massima visibilità mediatica ha innescato proteste a livello locale e regionale.
L’intervento di Malagò e le prospettive future
La vicenda ha spinto le istituzioni a intervenire dopo le prime ricostruzioni giornalistiche. Il presidente del Comitato organizzatore di Milano-Cortina 2026, Giovanni Malagò, ha preso posizione scrivendo direttamente alla dirigente scolastica Maria Rosaria Sganga. Malagò ha rivolto un invito formale agli studenti per partecipare alla cerimonia conclusiva che si terrà all’Arena di Verona.
Sebbene il bando ministeriale non obbligasse il comitato a corrispondere premi economici, limitandosi a riconoscimenti simbolici, l’invito a Verona è stato interpretato dalla scuola come un atto riparatorio, seppur tardivo. Resta aperta la riflessione sulla tutela della proprietà intellettuale e sul valore dei progetti creativi nati all’interno delle istituzioni scolastiche quando questi approdano al mercato globale.



