Esiste un calendario rurale, fatto di gesti e consuetudini tramandate, che continua a regolare il battito di una comunità profondamente legata ai propri riti arcaici.
Nel comune di Laino Borgo, situato nella Valle del Mercure, la tradizione si manifesta come un legame autentico con il passato, trasformandosi in un’esperienza moderna capace di mantenere vivo un rituale collettivo.
Con l’inizio della Quaresima, il borgo accoglie la figura della Corajisima, una bambola di pezza vestita a lutto e dalle fattezze poco aggraziate che, a partire dal Mercoledì delle Ceneri, viene esposta sui balconi di ognuna delle sette contrade del palio.
Il simbolismo della vedova di Carnevale
La Corajisima rappresenta, secondo la cultura popolare, la moglie di Re Carnevale. Dopo la morte del consorte, avvenuta il Martedì Grasso, la figura entra simbolicamente nella vita del paese per richiamare i cittadini a un periodo di privazioni e raccoglimento. Questa figura fungeva storicamente da vero e proprio orologio stagionale per il mondo contadino. Tra le mani la bambola reca i segni del tempo: nella destra stringe un fuso, simbolo dello scorrere dei giorni, mentre nella sinistra sorregge una patata in cui sono infilate sette penne di gallina.
Le penne, sei di colore nero e una bianca, servono a scandire le settimane che separano il Carnevale dalla Pasqua. Ogni domenica, al termine della celebrazione liturgica, ne viene rimossa una, fino a giungere alla domenica di Pasqua, identificata dalla penna di colore differente.
Un progetto per le nuove generazioni
L’iniziativa di estendere questa usanza a tutto il territorio comunale mira a rafforzare il senso di identità locale. Oltre alla storica figura custodita dalla famiglia Micca-Calvosa, sono state realizzate altre sette bambole grazie al lavoro di Violeta Maftei, in collaborazione con Loredana Barletta, Pinella Calvosa, Tanina Cava, Giusy Longo, Ewa Nadolska, Katarzryna Kwilosz e i bambini dell’oratorio.
Il sindaco Mariangelina Russo ha sottolineato il valore sociale dell’operazione: «L’intenzione è quella di far partecipare tutti i cittadini a questa antica tradizione popolare che in tempi lontani era vita quotidiana di tutte le famiglie del Paese». Il primo cittadino ha poi precisato come la Quaresima per Laino Borgo diventi un «momento collettivo per tramandare questa tradizione e trasferirlo alle nuove generazioni nella speranza che ne restino affascinati, ne facciano memoria e lo sentano come spazio e segno di identità».
L’auspicio delle istituzioni locali è che questo periodo possa favorire la riflessione e la coesione comunitaria, preparando la cittadinanza all’arrivo della Pasqua e della primavera, simboli di rinascita e rinnovamento. Secondo il sindaco, l’augurio è che questi giorni «ci invitino alla riflessione e al senso di comunità, per iniziare presto un tempo nuovo e migliore per tutti».



