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Benzina e diesel alle stelle in Calabria: superata la soglia di 1,8 euro al litro

L’instabilità geopolitica legata al conflitto in Medio Oriente ha iniziato a produrre effetti tangibili sulle pompe di benzina italiane.

I mercati energetici, reagendo alle tensioni internazionali, hanno innescato una nuova fase di rialzi che colpisce con particolare durezza il Mezzogiorno. In Calabria, la soglia psicologica di 1,8 euro al litro per la benzina in modalità self service è stata già superata, posizionando la regione tra le aree più care dell’intero territorio nazionale.

La situazione in Calabria e i dati del monitoraggio

Secondo le rilevazioni effettuate tra il 4 e il 6 marzo dall’Unione Nazionale Consumatori, basate sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Calabria registra valori critici. La benzina self ha raggiunto una media di 1,801 euro al litro, mentre il gasolio si attesta intorno a 1,946 euro. Queste cifre collocano la regione ai vertici della classifica dei rincari, in compagnia della provincia autonoma di Bolzano.

L’impatto è ancora più evidente nelle aree locali come il Vibonese, dove si segnalano punte per il diesel che superano i 2 euro al litro. La corsa ai distributori è già iniziata, nonostante i gestori locali sottolineino la propria estraneità alle dinamiche dei prezzi. “Decidono le compagnie, noi non c’entriamo”, ha dichiarato un operatore del settore, evidenziando come le oscillazioni dipendano da decisioni prese a monte della filiera distributiva.

Rincari record per il gasolio in Sicilia e nel Mezzogiorno

Sebbene l’aumento dei prezzi sia un fenomeno diffuso in tutta Italia, il Sud sta pagando il prezzo più alto, specialmente per quanto riguarda il gasolio. La Sicilia detiene il primato della crescita più marcata: in soli due giorni, il diesel self è salito di 11,6 centesimi al litro. Per i consumatori siciliani, questo si traduce in un aggravio di circa 5,80 euro per un singolo pieno da 50 litri. Incrementi superiori ai 10 centesimi si registrano anche in Molise e Campania, confermando una tendenza che penalizza pesantemente la logistica e le famiglie meridionali.

L’ombra della speculazione e la richiesta di controlli

Oltre alle motivazioni geopolitiche, le associazioni di categoria sollevano dubbi sulla legittimità di alcuni rialzi. Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori ha espresso perplessità circa la velocità degli aumenti alla pompa, dichiarando che «al momento non si registrano riduzioni effettive dell’offerta di petrolio o carburanti». Secondo l’associazione, parte dei rincari potrebbe essere dettata da dinamiche speculative piuttosto che da una reale carenza di materia prima.

Per contrastare questo scenario, è stato richiesto un intervento urgente del Governo. Le proposte sul tavolo includono controlli mirati affidati alla Guardia di Finanza per verificare eventuali anomalie e una possibile riduzione temporanea delle accise. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha confermato di aver attivato un monitoraggio costante sulla rete, pronto a segnalare irregolarità e a valutare ulteriori provvedimenti se le tensioni internazionali dovessero continuare a spingere i prezzi verso l’alto.