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Acquedotto Abatemarco, completato il piano di by-pass: più sicurezza idrica per il cosentino

Si è svolto nella giornata di oggi il secondo e definitivo fermo programmato dello schema idrico Abatemarco, un’operazione coordinata dal Dipartimento Ambiente della Regione Calabria per la messa in esercizio del nuovo sistema di by-pass.

L’intervento, caratterizzato da una notevole complessità tecnica, è stato ultimato in tempi più brevi del previsto: sono bastati infatti due step rispetto ai tre inizialmente pianificati.

Le attività hanno riguardato il ripristino funzionale di due nodi strategici situati a San Lauro, nel territorio di San Marco Argentano, e a San Sosti. In queste aree sono state sostituite nove grandi saracinesche DN700, componenti fondamentali per la gestione dei flussi, realizzate su misura in officina per adattarsi alle condotte principali. Grazie a questa nuova configurazione, in futuro sarà possibile assicurare oltre il 50% dell’erogazione idrica anche in presenza di guasti o manutenzioni straordinarie, limitando drasticamente i disagi per la popolazione.

Gli investimenti per la resilienza del sistema idrico

All’iniziativa hanno preso parte l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, il dirigente generale del dipartimento Salvatore Siviglia e il direttore di Sorical Giovanni Marati, insieme ai sindaci del territorio. L’opera ha richiesto un investimento di oltre 1 milione di euro e rappresenta il primo tassello di un piano di ammodernamento molto più vasto.

“Con la piena attivazione del by-pass dell’acquedotto Abatemarco si conclude un intervento di elevata rilevanza tecnica e strategica, fondamentale per migliorare la sicurezza, la resilienza e l’efficienza del sistema idrico provinciale”, ha dichiarato l’assessore Montuoro. “L’opera si inserisce in un più ampio percorso di modernizzazione e potenziamento delle reti idriche regionali, orientato alla prevenzione delle criticità e al miglioramento strutturale del servizio. L’intervento rientra in un macro-progetto da oltre 8 milioni di euro attualmente in corso sull’intero schema”.

L’esponente della Giunta Occhiuto ha inoltre ricordato l’importanza dell’infrastruttura: “L’acquedotto Abatemarco serve 26 Comuni, mentre l’intero schema interessa complessivamente oltre 46 centri della provincia di Cosenza. Questo è solo il primo passo, abbiamo già richiesto finanziamenti significativi per ulteriori opere strategiche”.

Il piano tecnico: riserve naturali e nuove condotte

Il direttore di Sorical, Giovanni Marati, ha illustrato i dettagli dei prossimi sviluppi progettuali, tra cui spicca la realizzazione di una variante di tracciato con una galleria di circa 1,5 chilometri a partire dalle vasche della Mula. Un punto cardine del futuro assetto sarà il cosiddetto “Sistema tampone” della Galleria Mula, che permetterà di creare una riserva idrica naturale compresa tra 1 e 2 milioni di metri cubi.

“Il sistema, ricavato isolando un tratto di galleria con due tamponi idraulici, funzionerebbe come un grande serbatoio di sicurezza”, ha spiegato Marati, “stabilizzando l’adduzione durante eventuali interruzioni del sollevamento Nascejume e consentendo di recuperare volumi d’acqua oggi dispersi per sfioro”.

Il programma prevede inoltre la posa di 50 chilometri di nuove adduttrici e la costruzione di un serbatoio di linea da 30.000 metri cubi a Cervicati per la gestione delle emergenze. Parallelamente, il completamento dell’adduttrice Capodacqua tramite microtunneling permetterà alla città di Cosenza di contare su due linee di alimentazione indipendenti, azzerando il rischio di blackout idrico totale.

Le strategie regionali contro la siccità e il dissesto

Il dirigente Salvatore Siviglia ha infine tracciato il quadro dei finanziamenti necessari per stabilizzare il sistema Abatemarco-Bufalo-Sila Greca, che serve un bacino di circa 270.000 abitanti. Le sfide principali restano il dissesto idrogeologico e la riduzione delle portate durante i mesi estivi.

Tra le priorità individuate dalla Regione figurano nuovi prelievi dagli invasi Arvo, Ariamacina e Vaccarizzo, la riattivazione del potabilizzatore di Piano Lago e il potenziamento dei pozzi del Mucone. Questi interventi mirano a creare un sistema integrato capace di rispondere con efficacia alla crescente siccità e alle fragilità infrastrutturali del territorio provinciale.