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“Ridateci i nostri soldi!”: la rabbia dei commercianti della fiera che hanno perso tutto.

Non è solo un modo di dire: a Cosenza sta letteralmente continuando a piovere sul bagnato. Quella che doveva essere la festa del commercio e della tradizione si è trasformata, nel giro di poche ore, in un disastro economico e umano. La violenta tromba d’aria che si è abbattuta sulla città ieri sera ha lasciato dietro di sé una scia di gazebo distrutti, merce irrecuperabile e volti rigati dalle lacrime e dalla rabbia.

Una tragedia annunciata?

Il bilancio è pesante: decine di espositori hanno perso tutto. C’è chi ha visto il proprio investimento di una vita volare via tra le raffiche di vento e chi conta danni per migliaia di euro. Ma oltre al danno, c’è la beffa. Tra gli stand rimasti in piedi e il fango di viale Mancini, serpeggia una domanda martellante: perché la Fiera non è stata rimandata? Con le allerte meteo che parlavano chiaro, molti ritengono che l’amministrazione abbia sottovalutato il rischio, mettendo a repentaglio la sicurezza e i risparmi di centinaia di famiglie.

La protesta: verso il sit-in in Prefettura

I commercianti non hanno intenzione di restare a guardare. La richiesta è netta: rimborso immediato delle spese sostenute per il suolo pubblico e gli stalli. Se non arriveranno risposte concrete nelle prossime ore, la protesta si sposterà sotto i palazzi del potere. È già in fase di organizzazione un sit-in davanti alla Prefettura.

L’Intervista: “In 536 anni, mai visto un simile abbandono”

Ai nostri microfoni si è avvicinato un commerciante storico che da anni partecipa alla Fiera di San Giuseppe. Lo troviamo mentre cerca di raggiungere i suoi colleghi.

Qual è la situazione attuale tra voi espositori? “È un cimitero. Non trovo altre parole. Ci sono colleghi che stamattina non hanno nemmeno aperto il furgone perché non hanno più nulla da vendere. La tromba d’aria di ieri sera è stata la mazzata finale, ma il disastro è iniziato prima, con una gestione che ha ignorato le previsioni meteo.”

Cosa chiedete alle istituzioni? “Chiediamo dignità. Abbiamo pagato profumatamente per i nostri posti, fior di quattrini per gli stalli, e siamo stati lasciati in balia degli elementi. Esigiamo il rimborso delle spese vive. Non possono incassare i nostri soldi e poi lavarsene le mani quando il cielo ci cade sulla testa. È la prima volta, dopo 536 anni di storia della Fiera, che si verifica una gestione così scellerata di fronte al maltempo. La Fiera di San Giuseppe ha superato guerre e crisi, ma quest’anno è stata sconfitta dall’indifferenza di chi doveva tutelarci. Se non ci ascoltano, ci vedranno tutti in Prefettura. Non abbiamo più nulla da perdere.”