L’Unione europea avvia una riflessione profonda sulla necessità di contenere i consumi di energia e carburanti per far fronte alle incertezze derivanti dal conflitto in Medio Oriente In una comunicazione ufficiale inviata ai ministri dell’Energia dei Paesi membri, il commissario europeo Dan Jørgensen ha chiarito che, sebbene la sicurezza degli approvvigionamenti non sia attualmente compromessa, il blocco deve prepararsi a scenari di interruzioni prolungate dei flussi commerciali internazionali.
Le raccomandazioni di Bruxelles sulla domanda di energia
La Commissione europea suggerisce agli Stati membri di intervenire tempestivamente sulla gestione della domanda, puntando in particolare sul settore dei trasporti. Tra le misure ipotizzate figurano il potenziamento dello smart working, l’incentivazione del trasporto pubblico e del car sharing, nonché la limitazione dei voli non strettamente necessari. Il piano ricalca le linee guida dell’Agenzia internazionale dell’energia, proponendo anche una guida più efficiente e l’eventuale riduzione dei limiti di velocità sulle reti autostradali per minimizzare lo spreco di combustibile.
Il record del petrolio e la vulnerabilità italiana
La situazione è resa critica dall’andamento dei mercati internazionali. Il Brent ha varcato la soglia dei 118 dollari al barile, segnando un incremento del 59% nel solo mese di marzo. Si tratta del rialzo mensile più significativo della serie storica recente, superiore persino a quello registrato nel 1990 in occasione della crisi in Kuwait.
L’Italia appare particolarmente esposta a causa delle rotte di approvvigionamento. Secondo i dati elaborati da Unem, il 57% del gasolio importato e il 20% del jet fuel passano attraverso lo Stretto di Hormuz. Un eventuale blocco o un inasprimento delle tensioni nell’area del Golfo rappresenterebbe un rischio diretto per la disponibilità di questi prodotti. Per quanto riguarda il greggio, la dipendenza è parzialmente mitigata dal fatto che una quota delle forniture saudite raggiunge il Mediterraneo tramite oleodotti, evitando lo stretto.
Le scadenze del governo e le tensioni nel settore trasporti
Sul piano nazionale, resta aperta la questione del taglio delle accise di 25 centesimi al litro, la cui validità scadrà il 7 aprile. L’esecutivo sta valutando la struttura di un nuovo decreto carburanti. Non è esclusa una revisione della misura attuale in favore di interventi più selettivi, destinati alle fasce di reddito più basse o ai settori produttivi maggiormente colpiti, come l’agricoltura e l’autotrasporto.
Il clima resta tuttavia teso. Trasporto Unito ha già proclamato uno sciopero dei tir di cinque giorni a partire dal 20 aprile. Parallelamente, i gestori degli impianti hanno depositato un esposto presso Mister Prezzi, segnalando che alcune compagnie energetiche non avrebbero rispettato l’obbligo di pubblicazione dei prezzi consigliati previsto dalle normative vigenti.



