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Crotone, cocaina nascosta nel cibo durante i colloqui in carcere: denunciata una donna

La cocaina era stata mimetizzata tra i generi alimentari, confezionata come un normale pacco regalo destinato a un congiunto.

Il tentativo di introdurre la sostanza stupefacente all’interno della Casa Circondariale di Crotone è avvenuto durante l’orario dedicato ai colloqui con i familiari, ma è stato sventato grazie all’intervento del personale di Polizia Penitenziaria. Gli agenti hanno sottoposto a un’ispezione minuziosa una donna italiana, fermata proprio all’ingresso del settore visite prima che potesse consegnare il carico.

Le procedure di verifica, che regolano quotidianamente i flussi in entrata e in uscita dalla struttura, hanno permesso di individuare lo stupefacente che, a un primo esame superficiale, risultava invisibile. Secondo quanto riportato nella nota ufficiale, la sostanza era stata abilmente occultata per sfuggire ai controlli e raggiungere il destinatario all’interno del penitenziario. A seguito del ritrovamento, gli operatori hanno proceduto al sequestro della droga e alla contestuale denuncia della donna.

Il coordinamento della Procura e la tutela della legalità

L’attività investigativa si è svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore Capo Domenico Guarascio. La direzione della magistratura ha assicurato il regolare svolgimento delle operazioni, garantendo la tempestività e la legittimità di ogni atto compiuto durante le fasi del fermo e del sequestro.

L’episodio viene inquadrato dalla Procura come una conferma dell’importanza fondamentale ricoperta dai reparti di Polizia Penitenziaria, definiti un presidio di tutela della legalità all’interno della Casa Circondariale. L’operazione sottolinea come la missione istituzionale del corpo non riguardi esclusivamente la sorveglianza interna, ma includa una costante attività di prevenzione volta a contrastare ogni forma di illegalità e il transito di materiali illeciti verso l’interno della struttura carceraria.