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La Calabria riprende la gestione della sanità dopo sedici anni di commissariamento

La fine di un’era per il sistema sanitario calabrese è stata sancita in un pomeriggio a Palazzo Chigi. Attraverso una nota sintetica, il Consiglio dei ministri ha deliberato la revoca del commissariamento della sanità nella Regione Calabria.

Il provvedimento è giunto su proposta del ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, trovando il parere favorevole del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e del ministro della Salute, Orazio Schillaci. Si chiude così un capitolo iniziato nel 2010, quando lo Stato scelse di intervenire direttamente a fronte di gravi inadempienze economiche e strutturali.

Il traguardo rappresenta il compimento di un percorso lungo e complesso, spesso annunciato dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Già nel corso dell’ultimo anno, il governatore aveva ripetutamente pronosticato l’imminente ritorno alla gestione ordinaria, una previsione che ha richiesto mesi di trattative e adeguamenti tecnici prima di trovare la definitiva conferma governativa.

Il percorso di risanamento e i bilanci delle aziende sanitarie

Il commissariamento era stato adottato sedici anni fa come misura drastica per far fronte a un debito fuori controllo e a standard assistenziali giudicati insufficienti. Negli ultimi anni, la struttura commissariale ha concentrato gli sforzi sulla normalizzazione dei conti pubblici. Un passaggio fondamentale è stato l’approvazione dei bilanci di tutte le aziende sanitarie e ospedaliere della regione, incluse le situazioni storicamente più critiche come quelle delle Asp di Cosenza e Reggio Calabria.

Questa operazione di trasparenza contabile ha richiesto interventi legislativi mirati. Il Parlamento ha dovuto approvare norme ad hoc per affrontare la stratificazione dei debiti e le irregolarità amministrative che avevano caratterizzato la sanità calabrese per oltre un decennio. Senza questi strumenti normativi eccezionali, il riallineamento finanziario non sarebbe stato possibile.

Indicatori Lea e il mantenimento del piano di rientro

Nonostante il recupero sul fronte economico, il quadro dei servizi sanitari mostra ancora segnali contrastanti. Il miglioramento è misurabile attraverso gli indicatori dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Al momento, la Calabria ha raggiunto la sufficienza in due aree su tre: quella ospedaliera e quella della prevenzione. Resta invece una valutazione di insufficienza per quanto riguarda l’assistenza territoriale, che rimane il principale punto di debolezza del sistema.

È importante sottolineare che la fine del commissariamento non coincide con una totale autonomia finanziaria. La sanità calabrese resterà soggetta al regime del piano di rientro. Questo significa che, pur tornando sotto il controllo diretto degli uffici della Cittadella regionale e non più di una struttura di nomina governativa, la gestione sarà monitorata costantemente dai ministeri affiancanti. Il nuovo piano di rientro è l’esito di una lunga negoziazione con Roma, volta a garantire la stabilità dei conti senza imporre misure eccessivamente rigide che potrebbero penalizzare ulteriormente i servizi ai cittadini.