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Operazione “Jerakarni”, maxi blitz antimafia nel Vibonese: il plauso del Sap Calabria

La Polizia di Stato ha portato a termine una vasta operazione antimafia nel territorio di Vibo Valentia, culminata nell’esecuzione di 54 misure cautelari.

L’indagine, convenzionalmente denominata “Jerakarni”, ha preso di mira un sodalizio criminale radicato nelle Serre vibonesi, smantellando una struttura accusata di gestire traffico di stupefacenti, estorsioni e intestazioni fittizie di beni. Tutte le condotte contestate risultano aggravate dal metodo mafioso, a conferma della pervasività del gruppo nel tessuto economico e sociale locale.

Un’azione investigativa coordinata tra più reparti

L’attività è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e ha visto l’impiego congiunto della Squadra Mobile di Vibo Valentia, degli agenti del Commissariato di Serra San Bruno e del Reparto Prevenzione Crimine Calabria Centrale. Gli inquirenti hanno dovuto operare in un contesto territoriale particolarmente complesso, segnato da storiche conflittualità tra clan rivali e da una radicata presenza criminale. La riuscita dell’operazione evidenzia la capacità delle forze dell’ordine di penetrare dinamiche mafiose consolidate nonostante le difficoltà operative riscontrate sul campo.

Il riconoscimento dei sindacati e la questione degli organici

Il Sindacato Autonomo di Polizia ha espresso un giudizio estremamente positivo sull’esito dell’inchiesta. Il segretario regionale Michele Granatiero ha lodato l’impegno del personale coinvolto: “Abbiamo apprezzato il lavoro straordinario svolto dagli operatori della Polizia di Stato, che hanno dimostrato grande professionalità e dedizione nonostante le difficoltà operative e la carenza di organico”.

Tuttavia, il successo di “Jerakarni” riaccende il dibattito sulle risorse a disposizione delle forze di polizia in Calabria. Il Sap ha infatti denunciato una situazione di criticità, con particolare riferimento al Commissariato di Serra San Bruno e al Reparto Prevenzione Crimine. Secondo l’organizzazione sindacale, le carenze di personale limitano la presenza costante di pattuglie sul territorio, ostacolando l’attività di prevenzione e controllo in un’area ad alta densità mafiosa. La richiesta di un potenziamento strutturale rimane dunque una priorità per garantire la continuità dei risultati nella lotta contro la criminalità organizzata.