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Calabria, polemica sulla buvette regionale: la replica di Occhiuto

Il caso della buvette della Regione Calabria è diventato oggetto di un acceso dibattito a seguito di un approfondimento giornalistico che metteva in dubbio la congruità dei prezzi previsti per il servizio mensa del Consiglio regionale.

Secondo quanto riportato, le tariffe risulterebbero eccessivamente contenute se rapportate all’alta qualità delle materie prime richieste dal bando, quali carni e pesce di prima scelta. La risposta dei vertici regionali non si è fatta attendere, con una netta presa di posizione volta a smentire qualsiasi ipotesi di irregolarità o privilegio.

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha affidato la propria replica a un video diffuso sui canali social, definendo l’intera vicenda come una costruzione basata su notizie non veritiere. Nel corso del suo intervento, il governatore ha respinto ogni accusa di cattiva gestione delle risorse pubbliche, dichiarando con fermezza che non esiste alcuno scandalo e parlando apertamente di fango gettato sull’istituzione.

I chiarimenti sul bando e sulle tariffe della mensa

Per fare chiarezza sulla procedura amministrativa, Occhiuto ha precisato che la predisposizione del bando non è avvenuta su impulso della Giunta, bensì dell’assemblea consiliare. Tale iniziativa è stata difesa come una scelta corretta, necessaria per assicurare ai dipendenti dell’ente un servizio di ristorazione interno alla sede istituzionale. La separazione dei ruoli tra Giunta e Consiglio è stata sottolineata per evidenziare la linearità dell’iter burocratico seguito.

Un punto centrale della contestazione riguardava il costo dei pasti. Documenti alla mano, il governatore ha mostrato il tariffario previsto, evidenziando che i prezzi sono in linea con quelli di una qualsiasi mensa pubblica. Nello specifico, il costo fissato è di 12 euro per un primo piatto e di 15 euro per un secondo, cifre che la presidenza ritiene assolutamente congrue e prive di elementi di anomalia.

Valorizzazione dei prodotti locali e risvolti istituzionali

Al fianco del governatore era presente anche il presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo. Durante il confronto è emersa la volontà di rafforzare il legame con il territorio attraverso la valorizzazione delle filiere agroalimentari locali. Occhiuto ha infatti sottolineato come l’unico vero appunto muovibile alla struttura del bando riguardi la provenienza delle materie prime, auspicando che la totalità dei prodotti serviti possa essere di origine calabrese.

Questa riflessione è stata accolta da Cirillo, il quale ha ribadito l’impegno dell’assemblea nel promuovere le eccellenze regionali all’interno della struttura. La vicenda si chiude dunque con un tentativo di spostare il focus dalla polemica economica alla valorizzazione del patrimonio produttivo calabrese, riaffermando la trasparenza delle scelte gestionali operate dal Consiglio regionale.