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Tutela di medici e infermieri, martedì l’esame della legge in Regione. Barbuto: «Unire le forze per tutelare i professionisti della salute»

Il tema della sicurezza nei presidi ospedalieri della Calabria segna un punto di svolta dopo la risposta del Dipartimento Salute all’interrogazione presentata da Elisabetta Barbuto, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle.

Gli uffici regionali hanno confermato l’intenzione di procedere con l’adozione di un regolamento unitario, da emanare tramite Decreto del Commissario ad Acta (DCA), per definire standard organizzativi e tecnologici volti alla prevenzione degli atti di violenza. L’obiettivo della Regione è quello di armonizzare i protocolli di gestione degli episodi critici in tutte le aziende sanitarie e ospedaliere del territorio calabrese.

La consigliera Barbuto ha espresso soddisfazione per l’apertura mostrata, sottolineando però la necessità di andare oltre lo strumento del regolamento. Secondo l’esponente pentastellata, con la fine del commissariamento la Calabria ha ora la possibilità di legiferare in totale autonomia per offrire garanzie strutturali a medici e infermieri. «Apprezzo l’intenzione di voler omogeneizzare i protocolli di sicurezza – ha dichiarato Elisabetta Barbuto – ma ritengo che lo strumento legislativo sia il più idoneo per dare stabilità e forza a queste tutele. Un regolamento è un buon punto di partenza, ma una legge regionale offre garanzie strutturali e sanzioni certe per chi deve garantire la sicurezza nei reparti».

Il passaggio in commissione sanità e i contenuti della legge

L’iter legislativo subirà un’accelerazione martedì prossimo, data in cui la proposta di legge “Norme in materia di sicurezza del personale sanitario e sociosanitario”, a firma della stessa Barbuto, sarà discussa in Commissione Sanità. Il testo punta a introdurre misure concrete per rispondere a un’emergenza che colpisce quotidianamente gli operatori nei reparti più esposti, come i pronto soccorso.

Il pacchetto di interventi previsti dalla proposta include soluzioni tecnologiche e servizi di assistenza diretta. Tra i punti principali figurano l’installazione di pulsanti antipanico collegati con le centrali operative, il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, l’introduzione dell’assistenza legale gratuita e il supporto psicologico per i dipendenti vittime di aggressioni.

Un appello alla collaborazione istituzionale

In vista del dibattito in Commissione, è stato lanciato un appello alla Giunta e a tutti i componenti del Consiglio Regionale affinché il testo venga esaminato con un approccio condiviso e costruttivo, superando le logiche di schieramento per dare una risposta rapida a una necessità sentita dall’intera categoria sanitaria.

«Martedì avremo l’occasione di avviare un percorso condiviso per trasformare queste necessità in realtà – ha concluso la consigliera –. Proteggere chi cura significa, in ultima analisi, garantire la qualità e la dignità del servizio sanitario per tutti i cittadini calabresi». Il confronto istituzionale di martedì sarà dunque determinante per capire se la Calabria riuscirà a dotarsi di una normativa organica capace di tutelare l’incolumità dei professionisti della salute