Attraverso un video pubblicato sui propri canali social, il vicepresidente della Fondazione Giacomo Mancini, Giacomo Mancini, ha ripercorso i luoghi simbolo che hanno segnato l’inizio della storia socialista nel cuore della città vecchia. Il racconto parte da Largo delle Vergini, un luogo che custodisce una tradizione politica e civile capace di attraversare le generazioni. In questo palazzo aveva sede la prima sezione del Partito Socialista Italiano e la Camera del Lavoro, punti di riferimento da cui partivano le storiche battaglie e i cortei per la festa dei lavoratori.
La nascita del Leone
Il palazzo di Largo delle Vergini non rappresenta solo un presidio politico, ma è indissolubilmente legato alla biografia della famiglia Mancini. Qui viveva Pietro Mancini, pioniere del socialismo nel Meridione, e proprio in questo appartamento il 21 aprile 1916 nasceva Giacomo Mancini. A pochi giorni dal 110° anniversario, il nipote omonimo ha voluto sottolineare l’importanza di questo luogo come punto di partenza per una riflessione che non si limiti alla nostalgia, ma che diventi ispirazione per il domani.
«Da questo portone si entrava nella prima sezione del Partito Socialista Italiano. In questo palazzo c’era anche la Camera del Lavoro. Siamo a Largo delle Vergini, nel cuore del centro storico. Da qui partivano i cortei del Primo Maggio. Da qui partivano le battaglie. In quella casa viveva Pietro Mancini, pioniere del socialismo meridionale. In quell’appartamento nasceva Giacomo Mancini. Il 21 aprile 1916. Fra pochi giorni sono 110 anni» afferma Mancini nel reel.
Un garofano per la comunità
L’anniversario sarà celebrato con un’iniziativa spontanea promossa da associazioni, esercenti e residenti del quartiere, con il supporto della Fondazione Giacomo Mancini. L’appuntamento è fissato per il 21 aprile alle ore 19.00 davanti alla statua in bronzo del leader socialista, opera del maestro Domenico Sepe, situata sulla scalinata di Palazzo de Matera in via Antonio Serra. Non si tratterà di una cerimonia istituzionale, ma di un incontro basato sulla partecipazione e sulla condivisione di una visione comune.
«Molte associazioni, diversi esercenti e tanti cittadini di questo quartiere hanno deciso di ritrovarsi davanti alla sua statua. Un gesto semplice: un ricordo, un garofano da deporre, un momento insieme. Perché una comunità che vuole scrivere un futuro migliore si ritrova nel ricordo di ciò che è stato per trarne ispirazione. L’idea di stare insieme. Di riconoscersi. Di non disperdere ciò che ci tiene uniti. Perché la storia serve a questo: non a guardarci indietro, ma a darci la forza di andare avanti. Io ci sarò. Con gratitudine. Vi aspettiamo. Perché il futuro comincia da qui» prosegue il vicepresidente della FGM.
Il centro storico come laboratorio di futuro
L’iniziativa intende rimettere al centro il ruolo della città antica, intesa non solo come spazio monumentale o contenitore di ricordi, ma come centro propulsore di una nuova identità urbana. La scelta di ritrovarsi nel cuore di Cosenza per ricordare una delle figure più rilevanti della politica italiana del Novecento riafferma la volontà di non disperdere i legami che tengono unita la comunità, trasformando la memoria in una spinta concreta per affrontare le sfide del presente.



