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Tortora, appello alla responsabilità: “No al commissariamento, serve un plebiscito”

Tortora rischia un passo indietro che la comunità non può permettersi. È questo il messaggio forte lanciato dai candidati della lista “Tortora”, che mettono in guardia dal pericolo di un possibile commissariamento.

Una sola lista in campo, un solo candidato sindaco e dodici aspiranti consiglieri: una squadra che si definisce “coraggiosa”, pronta a difendere il futuro del paese e a garantire continuità amministrativa. Ma perché ciò accada, servirà un risultato chiaro: almeno il 40% degli aventi diritto al voto, pari a circa 1900 preferenze.

“Non può succedere e non deve succedere”, è l’appello che arriva dai candidati, che respingono qualsiasi accostamento negativo all’immagine della città: “Tortora non è mafiosa”. Ora la parola passa ai cittadini. Il 24 maggio diventa una data decisiva: secondo i promotori della lista, dovrà trasformarsi in una prova di maturità collettiva, un vero e proprio plebiscito per evitare il commissariamento e rilanciare il percorso democratico della comunità.

L’invito è chiaro: partecipare, scegliere, difendere Tortora.